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Romania, il governo Orban ottiene la fiducia del parlamento

Romania, il governo Orban ottiene la fiducia del parlamento
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Ludovic Orban del Partito Nazionale Liberale (PNL)
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A pochi giorni dalle elezioni presidenziali previste per il 10 e 24 novembre, come previsto il primo ministro rumeno Ludovic Orban ha ottenuto il voto di fiducia in parlamento. Sono stati 240 i voti a favore dell'esecutivo centrista di Orban. Ne erano sufficienti almeno 233.

A livello europeo, il via libera della camera di Bucarest sblocca l'impasse sulla nomina del commissario per la squadra von der Leyen.

La nuova Commissione europea avrebbe dovuto assumere funzioni il 1 novembre ma, dopo la bocciaturadella candidata rumena, Rovana Plumb e di quelli di Ungheria e Francia, la crisi politica a Bucarest ha impedito la nomina di un valido sostituto.

Il paese naviga nell'incertezza politica più totale dopo la caduta del governo socialdemocratico di Viorica Dancila. La prossima primavera, i rumeni torneranno alle urne per le elezioni locali e, alla fine 2020, si troveranno ad eleggere un nuovo parlamento.

"Una proposta per il commissario sarà presentata molto rapidamente dopo il voto di fiducia di lunedì. I nuovi candidati potrebbero essere Adina Valean o Siegfried Muresan", ha indicato un membro del partito centrista di Orban (PNL).

Valean e Muresan sono entrambi parlamentari europei e siedono con il Partito Popolare Europeo di centro-destra, la più grande fazione nell'emiciclo di Bruxelles/Strasburgo.

Il governo socialdemocratico è crollato dopo il voto di sfiducia del parlamento seguito alla condanna al carcere per abuso d'ufficio dell'ex leader del partito, Liviu Dragnea, subito dopo le elezioni europee. La formazione politica è stata punita dagli elettori anche per la proposta di riforma del sistema giudiziario che ha scatenato proteste di piazza in tutto il paese: le modifiche sono state viste come una minaccia allo stato di diritto. Last, but not least, il respingimento da parte del parlamento europeo della proposta rumena per il portafoglio dei trasporti, rimandata al mittente per conflitto d'interessi.

Dopo la crisi di governo, il presidente rumeno Klaus Iohannis, centrista, ha designato Orban come il candidato prescelto per formare un nuovo governo.

Chi è Orban

Orban, 56 anni, è un ex ministro dei trasporti e fratello del primo commissario europeo della Romania. Nonostante il cognome, non è legato al premier ungherese Viktor Orbán, anche se il padre è di etnia ungherese.

Ha dichiarato che i principali obiettivi del suo governo sono il ridimensionamento dei costi della politica, gli investimenti in progetti infrastrutturali chiave e la correzione delle misure economiche che hanno colpito il settore imprenditoriale. Non solo: ha aggiunto che sarà rivolta particolare attenzione a "garantire una reale indipendenza del sistema giudiziario". Gli analisti ritengono infatti che Orban potrebbe portare fare marcia indietro sulla revisione del sistema giudiziario voluta dai socialdemocratici.

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Orban rimarrà al suo posto indipendentemente dall'esito delle elezioni presidenziali. "Secondo la costituzione rumena, il presidente non ha alcuna influenza sul governo", afferma Adrian Moraru, direttore dell'istituto per le politiche pubbliche di Bucarest. Solo il parlamento ha il potere di sciogliere il governo. Non solo: non è negli interessi dei deputati rumeni terminare prima del tempo il loro mandato e andare prima del previsto alle urne. Perderebbero infatti la pensione connessa alla carica legislativa svolta, indica Moraru.

Chi vincerà le presidenziali?

I sondaggi indicano come il presidente in carica, Iohannis, sia chiaramente il favorito alle presidenziali di settimana prossima. È un rappresentante del Partito Liberale, affiliato al gruppo conservatore del PPE al Parlamento europeo.

Johannis è un "presidente collaudato", "filo-UE" e ben noto ad altri leader europei, sostiene Moraru.

Secondo un sondaggio condotto da IMAS per la stazione FM Europa, settimana scorsa, Iohannis attualmente si attesta al 45,7 per cento dei consensi. Il suo partito dovrebbe inoltre conquistare anche il maggior numero di seggi alle legislative del prossimo anno, indica Moraru.

Mircea Diaconu, attore gettatosi in politica come indipendente, è al secondo posto con il 16,7% delle indicazioni di preferenza. Secondo quanto riportato dai media locali, avrebbe il sostegno di PRO Romania e ALDE. Al terzo posto per i sondaggisti c'è l'ex premier socialdemocratica Viorica Dancila con il 15%.

Dan Barna, leader dell'Unione Salvate la Romania (USR) è quarto, con una previsione del 12.6%. È affiliato al gruppo dei liberali, ALDE, in seno al Parlamento europeo.

Quali sono le questioni che dominano la campagna presidenziale?

"Si tratta in un certo senso di una campagna noiosa perché non c'è stato alcun dibattito e non ci sarà alcun dibattito, almeno in questo round", le parole di Moraru. Secondo l'analista, Iohannis non vuole correre alcun rischio."Tenete presente che il presidente rumeno non ha molta influenza sulla vita quotidiana dei rumeni": è il parlamento a cui tocca approvare le misure politiche chiave.

Negli ultimi mesi, il dibattito pubblico è stato dominato dalla corruzione, dalla debolezza della pubblica amministrazione e dai tentativi del governo di minare alla base il sistema giudiziario.

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