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"La scuola in rete" di Salman Khan. Da matematico a guru dell'istruzione on-line

"La scuola in rete" di Salman Khan. Da matematico a guru dell'istruzione on-line
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Salman "Sal" Khan è un nerd e un educatore. Il docente americano, fondatore della "Khan Academy", si è aggiudicato il Premio Principessa delle Asturie 2019 per la cooperazione internazionale. Accolto dal suono tradizionale delle cornamuse asturiane, Khan è stato premiato direttamente da Leonor, la principessa delle Asturie. E’ la prima volta che l'erede alla Corona di Spagna ha consegnato di persona il premio.

Sergio Cantone, euronews: “Sig. Khan, perché ha fondato un sistema di istruzione on-line?”

Salman "Sal" Khan, Matematico e fondatore della "Khan Academy": “E’ iniziato un po' per caso. Davo ripetizioni ad alcuni membri della mia famiglia, e continuavo ad aiutarli, poi ho iniziato ad occuparmi di più persone. Siccome sono laureato in ingegneria informatica, ho iniziato a scrivere e a creare software per loro, e poi avevo appena iniziato a girare video per aiutare anche gli amici. Quando li ho realizzati, quei video erano pubblici, poi sono diventati molto popolari. Nel giro di qualche anno, c'erano centinaia di migliaia di persone che li stavano usando. Io avevo un lavoro, o meglio, un mio progetto, e così ad un certo punto mi son detto: "Devo fare questo con tutta la mia energia". E così ho pensato a una società, ho vissuto nella Silicon Valley, dove c'era davvero molti finanziatori interessati a investire.”

ISTRUZIONE: BUSINESS O STRUMENTO PER UNIRE LA SOCIETA?

euronews: “Lei pensa che l'istruzione non debba essere un business...o le due cose potrebbero convivere?”

Salman "Sal” Khan: “Sì, io prima lavoravo nel mondo della finanza, ero analista in un fondo speculativo, che è ...

euronews: “proprio per questo le sto facendo questa domanda ...”

Salman "Sal” Khan: “... Come dicevo, che è l’assoluto accumulo del profitto. Ho quindi cominciato a contattare le aziende ogni giorno, per vedere chi deteneva la proprietà, e come questa proprietà condizionava il comportamento dell’azienda. Ho poi analizzato anche con alcune scuole private, e ho notato che i loro scopi a volte non erano in linea con le reali esigenze degli studenti, ne ho fatto dunque tesoro quando ho cominciato a costruire la mia Scuola on line. Penso che l’istruzione, e probabilmente la sanità, siano due ambiti nei quali il mercato non porta necessariamente i risultati sperati. Non vogliamo un mondo in cui se qualcuno sta sanguinando per la strada, prima di curarlo controlli prima il suo portafogli. Allo stesso modo, non vogliamo un mondo in cui se ci sono una ragazza o un ragazzo che vogliono imparare, devi controllare i loro portafogli. Non vogliamo un mondo in cui i nostri figli abbiano molti più privilegi dei bambini i cui genitori non hanno le risorse per occuparsi di loro. Questa è stata la mia motivazione principale.

CULTURA E TECNOLOGIA: IL MIX DEL FUTURO

euronews: “Quindi, immagina una specie di rifugio sicuro, un sostegno, per le persone che hanno bisogno... In questo caso che hanno bisogno di istruzione...”

Salman "Sal” Khan: “Esattamente, l'istruzione è l’ultima ancora di salvataggio; una volta che si hanno i beni di prima necessità, parlo del cibo, di un tetto, una casa, la sicurezza, allora l'educazione è ciò che ti consente di trovare una via di fuga. Penso a questo: tu ed io siamo stati fortunati, per il posto e il contesto dove siamo nati, ma cosa possiamo fare per dare almeno una possibilità almeno a chi è nato altrove? Si sa che non si può prestabilire il percorso delle persone, ma almeno gli si possono offrire delle soluzioni per sviluppare e trarre il meglio dal loro potenziale. La Silicon Valley è un’enorme fucina di profitti, ma dico sempre ai miei amici, e la cultura, dov’è? Ecco noi abbiamo una responsabilità: utilizzare questa ricchezza per aiutare a creare non solo tecnologia, non solo oggetti che creano dipendenza nella gente, come i cellulari. Ma anche cose che diano un senso alle nostre esistenze.”

euronews: “Mi sembra di capire che la sua Accademia si concentri principalmente su scienza, tecnologia, e matematica, ovviamente. L'unica riguardante gli studi umanistici è la storia, perché?”

Salman "Sal” Khan: “Sì, abbiamo iniziato con la matematica, è lì che le mie cugine avevano problemi, era la materia dove in quel momento c’era più bisogno. Ci sono molti studenti, in tutto il mondo, che lottano con la matematica. Quindi, è da lì che abbiamo iniziato e poi ci siamo occupati di scienza. E ha ragione, alla fine abbiano dato spazio alla storia. Vorremmo occuparci anche delle materie letterarie, e altro. Ma credo ci siano cose che possiamo fare bene e altre forse meno. Ecco questa è sempre stata la nostra visione: cercare di fare il più possibile sulla nostra piattaforma, in modo che quando poi gli studenti vanno in una scuola vera, quella fatta di mattoni, possano avere il tempo di dedicarsi a pieno ai loro studi. Spero che in futuro riusciremo, comunque, a introdurre altre materie, in grado di integrare quelle della scuola tradizionale.”

euronews: “Esiste una sorta di paura nei confronti dell'intelligenza artificiale, dei robot... Non pensa che dare più spazio agli studi umanistici, come la letteratura e la filosofia, significherebbe anche dare alle persone fiducia e pensare che comunque l'essere umano è ancora importante. E che un giorno potremo anche avere la meglio sui robot, anche se saranno perfetti?”

Salman "Sal” Khan: “Sì, assolutamente. Sono fermamente convinto che dobbiamo studiare, non solo per trovare un lavoro. La nostra società sta cambiando radicalmente, proprio, a causa dell'intelligenza artificiale e della biotecnologia. Ora ci sono cose come l’ingegneria genetica che può manipolare in laboratorio il DNA. Questo pone grandi quesiti, non solo scientifici e tecnologici, ma anche di carattere filosofico, come il fatto che facendo parte della società possiamo orientare i nostri leader a prendere delle decisioni corrette in questi settori; tutti devono essere informati, per trovare la risposta filosofica giusta, sull’etica della modifica del genoma o dell'uso dell'intelligenza artificiale. Occorre avere un po’ di nozioni di informatica e di genetica, è vero. Ma bisogna anche capire a cosa hanno pensato i grandi filosofi, cosa significa essere “umani”, casa si può e non si può cambiare. Tutte domande molte complesse. Si, sono del tutto d'accordo con lei.”

IL RUOLO DELLE RELIGIONI

euronews: “E c'è spazio per la religione, in questo tipo di struttura educativa di cui parla?”

Salman "Sal” Khan: “Le religioni possono essere male interpretate e portare a delle devianze rispetto alla normalità. Ad esempio, si dice: questo è quello che credono i cristiani, e questo è quanto ci dice la storia. Questo è ciò che i musulmani credono e quello che ci dice la storia, e quest altro è in cui credono gli indù, e così via. Lei non sa quante persone mandano e-mail scrivendo: “non avevo idea che la mia religione dicesse questo!” Io sono cresciuto in una famiglia musulmana e quando ho fatto le mie ricerche, ho detto ad alcuni dei miei familiari musulmani: sapete chi è la persona più citata nel Corano? E loro hanno detto chi, Maometto? Mosé? Io ho risposto: No, Gesù. E loro sono rimasti stupiti! Non lo sapevano! Quando vanno alla moschea, non parlano per niente di Gesù. Ecco perché studiare la propria religione, da un punto di vista storico e anche filosofico, può unire le persone.

euronews: “Pensa che la “Khan Academy” possa raggiungere anche le zone più remote del mondo, come ad esempio le montagne dell'Afghanistan o altre parti del mondo, dove l'istruzione è fortemente necessaria?”

Salman "Sal” Khan: “La mia speranza è che possa accadere....”

euronews: “E come?”

Salman "Sal” Khan: “La mia famiglia è originaria del subcontinente indiano e in quella zona ci sono molti bambini poveri, che non hanno accesso alla scuola, oppure le scuole non sono molto efficienti, ma ora il costo della banda larga dei telefoni cellulari è diminuita a una tariffa di 2 o 3 dollari, poco più di 1 euro, al mese. Se si va in un villaggio sperduto in India, magari non ci sono elettricità e acqua corrente, ma hanno accesso a Internet. E questo è ottimo per noi, perché possiamo iniziare a raggiungere quegli studenti. Penso che l’ostacolo principale per determinate areee per accedere a internet, dipenda solo dai governi, in certi casi lo bloccano. Ciò potrebbe rendere più difficili le cose in alcune parti dell'Afghanistan, in Corea del Nord, o altrove.”

euronews: “insomma, nelle dittature in generale...”

Salman "Sal” Khan: “Le dittature, esatto. Ma se ciò non accade, e sarebbe stupendo, potremo finalmente raggiungere quelle ragazze e quei ragazzi.

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