E' nato il nuovo campionato di calcio femminile (21 club in gara). Alle donne la legge islamica lo vietava dal 1983. La svolta decisa dal nuovo governo di transizione.
Le donne tornano sui campi di calcio del Sudan,dopo oltre 30 di divieto imposto dalla legge islamica. A pochi mesi dal colpo di stato militare che ha destituito il leader conservatore Omar al-Bashir, nello stadio della città di Kartoum si è disputata la prima partita del nuovo campionato di calcio femminile sudanese.
"Sogniamo di andare avanti, vogliamo giocare la Coppa del Mondo - dice Houda Ali, portiere del Eltahadi - vogliamo portare in alto il nome del Sudan e se dio vorrà ci riusciremo. Il Sudan si risolleverà grazie alle donne, e il calcio femminile crescerà".
"La società sudanese non accetta ancora del tutto il calcio femminile, non tutti lo fanno - spiega Nareeman Lino, giocatrice - ma noi abbiamo un piccolo gruppo di tifosi che ci appoggiano. COntinueremo a fare tutto quello che possiamo perchè finalmente il resto del paese lo accetti".
Dall'83 la legge islamica vietava alle donne di giocare a calcio. La svolta è stata decisa dal nuovo governo di transizione, un esecutivo misto di figure militari e della società civile, giunto al potere con ad aprile dopo mesi di dure proteste.