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Caso Mediator, si apre in Francia il processo contro il farmaco antidiabete pericoloso

Caso Mediator, si apre in Francia il processo contro il farmaco antidiabete pericoloso
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REUTERS/Charles Platiau
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Si è aperto questa mattina in Francia il processo per lo scandalo del Mediator, il farmaco antidiabete ritenuto responsabile di centinaia di morti.

Sul banco degli imputati i laboratori Servier con le loro filiali e l'Agenzia del farmaco nazionale (ANSM). Durata prevista del dibattimento, sei mesi.

L'accusa vede le parti civili che rappresentano 2.684 ricorrenti che vogliono sapere come sia stato possibile che questo farmaco, creato per i diabetici ma ampiamente utilizzato come "anti-fame", sia stato prescritto per 33 anni nonostante le denunce sulla sua pericolosità.

L'accusa denuncia i laboratori di aver mentito sulla realtà dei fatti ma la difesa ribatte che non emersero rischi appurati scientificamente prima del 2009, quando il Mediator fu ritirato dal commercio (venne introdotto inizialmente nel 1976).

Fino a quel momento, 5 milioni di francesi avevano già fatto ricorso al prodotto ritenuto all'origine di gravi lesioni delle valvole cardiache e di ipertensione arteriosa polmonare. A lungo termine potrebbe essere stato responsabile di un numero di decessi compreso tra 500 e 2.100, secondo una perizia.

Gli imputati dovranno affrontare sette capi d'accusa tra cui "omicidio involontario" e "lesioni involontarie", e "inganno aggravato".

L'entità del caso è tale che si prevede che la giornata di lunedì sarà dedicata alla sola organizzazione delle 110 udienze programmate. Il processo dovrebbe concludersi a fine aprile 2020.

Un battaglione di 376 avvocati si alternerà durante il processo - 353 dei quali in rappresentanza delle parti civili - e saranno oltre 100 i testimoni chiamati alla sbarra.

Tra gli imputati ci sono persone che hanno lavorato per Servier o per una delle sue nove filiali, così come diversi membri dell'ANSM implicati per i presunti legami con l'azienda farmaceutica.

Jacques Servier, che ha fondato l'azienda farmaceutica, è deceduto nel 2014 all'età di 92 anni.

Gli avvocati delle vittime sosterranno che Servier era a conoscenza degli effetti collaterali potenzialmente letali del farmaco Mediator, ma li ha consapevolmente nascosti. Chiederanno anche se il regolatore francese sia stato troppo lento ad agire o troppo vicino alle compagnie farmaceutiche.

Servier ha ritirato il farmaco dai mercati spagnolo e italiano nei primi anni 2000, dopo alcuni casi di valvulopatia cardiaca segnalati all'Agenzia europea per il farmaco. Servier ha finora sborsato 131.8 milioni di euro a migliaia di vittime.