Le alleanze tra socialisti e l'estrema sinistra al primo turno delle amministrative in Francia hanno attirato le critiche dell'ex presidente socialista François Holland e del leader di Place Publique
La Francia ha tenuto domenica il primo turno delle elezioni amministrative. Nonostante le ricorrenti tensioni tra il Partito Socialista (Ps) e La France Insoumise (LFi), le due formazioni di sinistra hanno presentato molte alleanze locali per vincere contro la destra e l'estrema destra.
Gli accordi sono stati stretti nonostante il segretario socialista, Olivier Faure, si fosse impegnato domenica a non allearsi con il movimento di Jean-Luc Mélenchon a livello nazionale. Situazione diversa però sul piano locale, dove La France insoumise ha parlato di un fronte comune antifascista.
Socialisti e LFi hanno stretto due tipi di accordi
Gli accordi sono stati stretti in diverse città: Tolosa, Nantes, Limoges, Avignone, Brest, Clermont-Ferrand.
Queste alleanze hanno assunto due forme. Alcune liste hanno accettato di gestire insieme una città. È il caso di Tolosa, dove François Piquemal (LFI) e François Briançon (Ps) hanno stretto un accordo di governo. Il deputato dell'LFI diventerà sindaco della città in caso di vittoria, mentre il socialista guiderà l'area metropolitana di Tolosa.
Un altro tipo di accordo è la "fusione tecnica", ossia una lista congiunta senza sostegno al programma o impegno a far parte della maggioranza comunale se eletta. Queste "fusioni tecniche" si verificano quando esistono forti differenze nei risultati tra i candidati.
È il caso di Clermont-Ferrand, dove il sindaco uscente, il socialista Olivier Bianchi, ha annunciato la fusione della sua lista con quella della deputata dell'LFI Marianne Maximi.
La situazione è diversa a Parigi e Marsiglia, dove i socialisti, che sono risultati in testa al primo turno, hanno escluso qualsiasi alleanza. Lo stesso vale per Lille, dove non è stato concluso alcun accordo tra i due partiti.
Il Partito Ecologista si è alleato con La France insoumise
Anche il Partito Ecologista guidato da Marine Tondelier ha siglato diversi accordi con la sinistra radicale di Mélenchon per contrastare l'estrema destra. È avvenuto a Lione, Strasburgo, Grenoble e Besançon**.**
A Lille, invece, gli ecologisti guidati da Stéphane Baly hanno scelto di allearsi con la lista PS del sindaco uscente, Arnaud Deslandes, piuttosto che con La France insoumise e la sua candidata, Lahouaria Addouche.
LFi respinto da diversi partiti di sinistra
La proliferazione di queste alleanze a sinistra ha suscitato diverse critiche.
Il leader del partito di centro-sinistra Place Publique, Raphaël Glucksmann, si è detto sorpreso della "strana gerarchia di valori" del Partito Socialista e delle alleanze con l'estrema sinistra alle elezioni comunali.
Contrario a qualsiasi accordo con La France insoumise, Glucksmann aveva dichiarato che nessun candidato del suo partito sarebbe rimasto in una lista di sinistra alleata con Mélenchon.
Il leader di Place Publique ha anche annunciato che quasi sessanta dei suoi candidati si sono ritirati in base a questa linea e che 19 membri del partito sono stati sospesi perché hanno scelto di rimanere nelle liste alleate con LFI.
“Non può esserci alcuna ambiguità. Allearsi con un partito di cui abbiamo denunciato dichiarazioni antisemite appena quindici giorni fa è inaccettabile per noi”, ha sostenuto.
Anche l'ex presidente socialista François Hollande ha respinto l'idea di allearsi con le liste dell'estrema sinistra.
Se i contesti locali e le personalità dei candidati sono cruciali per comprendere le dinamiche municipali, non c'è dubbio che i risultati del secondo turno di domenica saranno attentamente esaminati, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali che si terranno nella primavera del 2027.