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Clima: la protesta giovane che avanza in tutto il mondo

Clima: la protesta giovane che avanza in tutto il mondo
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Jakub Wlodek/Agencja Gazeta
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È una Babele di lingue e colori ma con un unico messaggio che monta tra le nuove generazioni in Europa e nel mondo: "diamo/date priorità agli interventi per arginare il cambiamento climatico". È il comune denominatore rilanciato dal tam tam dei social e tracimato, con la forza di un fiume in piena, nelle piazze: Parigi, Londra, Berlino con gli studenti in sciopero, per indirizzare un messaggio forte ai decisori politici e alle Nazioni Unite. Anche Kabul, con il corteo in marcia dietro a un blindato e scortato dai militari milioni di giovani si è resa protagonista e forse l'immagine simbolo di questa protesta giovanile.

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Per le strade di New York, dove si trova la giovane attivista svedese Greta Thumberg, a marciare è stata una marea impressionante di giovani di tutte le età, con le scuole della Grande Mela che hanno dato il permesso a oltre un milione di alunni di lasciare per un giorno le lezioni in anticipo. Qui la marcia è partita da Foley Square, a due passi dalla City Hall, dove il primo cittadino Bill de Blasio ha diffuso una dichiarazione congiunta con i sindaci di Londra, Parigi, Los Angeles e Copenaghen.

"Le autorità dicono di preoccuparsi per il destino di contadini, minatori e famiglie con bambini. Sappiamo - dichiara una giovane manifestante - che la crisi climatica li colpirà più duramente".

"Il cambiamento inizia con noi - commenta un'altra attivista - possiamo arrivare ai politici e mostrare loro che i giovani non vogliono il cambiamento climatico. Così manifestiamo la nostra rabbia".

Mentre si discute su come affrontare la questione clima, la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera continua a crescere, assieme alla temperatura media globale. Il record assoluto come media mensile si è avuto a maggio 2019, (con 414,66 parti per milione (ppm) di CO2), 3 punti sopra il valore medio dello stesso mese dell’anno scorso.

Intanto il comitato scientifico dell'Onu per il clima, l'Ipcc, si è riunito proprio ieri nel Principato di Monaco per esaminare la bozza di un rapporto sugli oceani e i ghiacci. Lo studio sarà diffuso mercoledì 25 settembre.

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