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Gantz, la terza via per Israele

Gantz, la terza via per Israele
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REUTERS/Amir Cohen
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Militare con oltre 40 anni di carriera, oggi rispettato generale dell'esercito israeliano e fino a qualche mese fa relativamente sconosciuto in politica.

Si chiama Benny Gantz il volto nuovo di Israele, riuscito a conquistarsi il favore di quanti cercavano una terza via nella tradizionale dicotomia tra il Likud e laburisti: a fare presa sugli elettori è stata la linea leggermente piû moderata rispetto ai rapporti con i palestinesi, unita alla fermezza su questioni fondamentali come lo status di Gerusalemme e la perpetua guerra fredda conl'Iran.

"Sotto la mia sorveglianza - aveva dichiarato a febbraio del 2019, durante la campagna per le elezioni di aprile - non ci sarà alcuna acquiescenza. Sotto la mia sorveglianza, l'Iran non minaccerà Israele prendendo il controllo della Siria, del Libano o della striscia di Gaza. Né comprometterà i regimi pragmatici in Medio Oriente. Sotto la mia sorveglianza, l'Iran non avrà armi nucleari".

Ma ad avere maggior risonanza con l'elettorato è stata probabilmente la linea in politica interna, soprattutto per quanto riguarda la promessa lotta alla corruzione che già alle elezioni dello scorso aprile era valsa 35 seggi al suo neonato partito, il Bianco e blu.

Quello della rottamazione è rimasto il leit mof anche in quest'ultima campagna elettorale: una scossa in un panorama politico così a lungo dominato dalla tradizionale competizione tra sinistra e destra.

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