Euronews non è più disponibile su Internet Explorer. Questo browser non è aggiornato da parte di Microsoft e non supporta le ultime novità. Ti suggeriamo di usare un altro browser come Edge, Safari, Google Chrome o Mozilla Firefox.
ULTIM'ORA

Israele alle urne: le elezione del 17 settembre vissute come un referendum su Netanyahu

Israele alle urne: le elezione del 17 settembre vissute come un referendum su Netanyahu
Diritti d'autore
REUTERS/Amir Cohen
Euronews logo
Dimensioni di testo Aa Aa

Alla vigilia della nuova tornata elettorale, seconde elezioni in meno di un anno, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto, domenica, l'ultimo consiglio dei ministri in Cisgiordania. Riunione a dir poco provocatoria, tenuta poco dopo l'annuncio di voler annettere la Valle del Giordano nel caso di rielezione. E il sostegno dei coloni potrebbe fare la differenza.

"Sono orgoglioso - ha dichiarato il premier - di presiedere questo incontro speciale nella Valle del Giordano, non è solo la porta orientale dello stato di Israele, è il muro di difesa a est, poiché la Valle del Giordano insieme ai territori che controlla, sarà una parte dello stato di Israele, e l'esercito israeliano sarà qui per sempre ".

Intanto si sono tenuti gli ultimi comizi elettorali, tra cui anche quello della coalizione 'Blu e Bianco', data testa a testa con il Likud, il partito di Netanyahu appunto, e guidata dall'ex capo di Stato maggiore Benny Gantz.

Così come nelle precedenti consultazioni, l'ago della bilancia è rappresentato dal Partito Beitenu, gli ultranazionalisti guidati da Avigdor Lieberma, che ha ha diachiarato che farebbe parte di un governo di coalizione che vede insieme Likud e il Blu e bianco. Ma la vera partita dei negoziati comincerà solo dopo le elezioni.

I sondaggi danno i principali partiti in un sostanziale testa a testa.

Dopo anni di governo il voto è vissuto come un vero e proprio referendum sulla persona di Netanyahu.

Intanto gli abitanti dei territori palestinesi aspettano l'esito senza illusioni: "Gantz o Netanyahu non cambierà nulla per noi", dicono in tanti, da Ramallah a Gaza.