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Romania: proteste per l'omicidio della ragazza

Romania: proteste per l'omicidio della ragazza
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Inquam Photos/George Calin via REUTERS
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Protestano sotto il ministero dell'interno a Bucarest contro l'omicidio di Alexandra Măceșanu, la 15enne rapita e uccisa a Caracal da Gheorghe Dinca, 65enne reo confesso anche di un altro omicidio. Dell'uccisione di Alexandra la popolazione accusa anche la polizia che ci ha messo ben 19 ore per entrare nella casa dell'uomo che la teneva prigioniera. Non sono bastate le tre telefonate al 112 di Alexandra, che ha detto chiaramente dove si trovava, perché le forze dell'ordine la salvassero.

Veda Popovici

"Pensiamo che anche la polizia l'abbia uccisa - dice Veda Popovici, una delle organizzatrici della protesta - Le istituzioni non fanno nulla e anche in situazioni estreme come questa non sono in grado di intervenire per proteggere le persone vulnerabili".

Per questo venerdì si è dimesso il capo della polizia, dimissioni che non sono bastate alla piazza arrabbiata contro il governo che ha indebolito non solo la lotta alla corruzione, ma tutti i mezzi per combattere il crimine.

"Le istituzioni rumene questa volta non hanno fatto il loro lavoro di proteggere il fondamentale diritto alla vita", dice il presidente della Romania, Klaus lohannis.

L'uomo che ha confessato i due delitti

Questa è l'immagine dell'assassino, che ha ammesso anche di aver ucciso ad aprile la 18enne Luiza Melencu la cui morte era rimasta finore senza un nome.

Le due ragazze stavano facendo l'autostop per tornare a casa, in Romania infatti i servizi pubblici sono carenti. E spesso l'autostop è l'unico modo per arrivare nel proprio paesino.