Ogni cittadino è obbligato ad andare ai seggi, dove può limitarsi ad approvare o rifiutare il candidato unico designato per ciascuna circoscrizione: ma il dissenso è "caldamente scoraggiato"
Seggi aperti per la seconda volta in un anno in Corea del Nord. Questa domenica gli elettori sono chiamati a rinnovare le assemblee cittadine e provinciali della Repubblica democratica popolare: anche se l'intepretazione di democrazia da queste parti è quantomeno peculiare.
Il primo passo è andare al seggio elettorale, e questa, piû che una scelta, è un obbligo per ogni maggiorenne. Qui a ciascuno viene consegnata una scheda con un singolo nome; a scegliere un candidato per ogni circoscrizione è infatti il regime: l'elettore puo limitarsi ad approvarne la candidatura, anche se il dissenso è esplicitamente scoragggiato.
Nella capitale gli elettori hanno dovuto esprimersi, per cosi dire, sia per il candidato dell'assemblea cittadina che per quelli dei vari distretti locali. "Sono grata al sistema socialista che permette a un'umile contadina come me di farsene rappresentante" spiega Maeng Ok Hwa, candidata designata per il distretto Sadong, nela Capitale. "Faro grandi cose per il sistema socialista occupandomi delle scorte di riso per il paese".
Per allietare l'attesa dei votanti, le autorità locali hanno organizzato spettacoli di canto e ballo fuori da ogni seggio elettorale