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Calcio donne: le campionesse Usa disertano la Casa Bianca

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Calcio donne: le campionesse Usa disertano la Casa Bianca
Diritti d'autore  REUTERS/Eduardo Munoz
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"Non andremo da Trump, non ci sentiamo le benvenute".

Vincere la Coppa del Mondo di calcio femminile e decidere che però no, in cima è meglio non andare. Tornate a casa, le amazzoni della nazionale statunitense, che hanno conquistato la quarta Coppa del Mondo con la vittoria rotonda per 2-0 sui Paesi Bassi , l'hanno ribadito: diserteranno Pennsylvania Avenue, la Casa Bianca, la consacrazione officiata dal presidente Trump.

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Sempre attive nella battaglia per la parità di genere e per i diritti LGBT, che non rappresentano un cavallo di battaglia trumpiano, le campionesse tengono dritta la barra.

"Abbiamo fatto tutto, abbiamo vinto tutto - commenta la giocatrice iridata, Megan Rapinoe - e penso che l'abbiamo fatto in modo piuttosto divertente. Abbiamo dichiarato pubblicamente, ho detto pubblicamente e penso che la maggior parte della squadra, se non tutti, sia con me: non vogliamo andare alla Casa Bianca".

"Non voglio necessariamente parlare a nome di tutta la squadra - rincara l'attaccante Alex Morgan - ovviamente ognuno di noi ha le proprie opinioni e sono sicura che alla fine verranno condivise. Ho detto quello che penso. Non mi sento la benvenuta e quindi non credo che parteciperò individualmente.*

Ora che la squadra è tornata negli Stati Uniti, sono in programma altre celebrazioni: mercoledì la città di New York saluterà le campionesse con una parata.

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