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Francia 2019: i tifosi del calcio maschile e di quello femminile sono così diversi?

Francia 2019: i tifosi del calcio maschile e di quello femminile sono così diversi?
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Il ministro dello sport francese Roxana Maracineanu posa con la maglietta in sostegno della nazionale femminile - REUTERS/Philippe Wojazer
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"Ho rinunciato a seguire il calcio maschile quando hanno lanciato una lattina a Papin".

Oggi, Sylvie Nuzière non ha occhi che per il calcio femminile. Di quell'altro non le interessa. Appartiene ad una comunità ristretta ma appassionata. Poche centinaia di sostenitori, in Francia, ma duri e puri.

Cappello rosso di paillettes avvitato sulla testa, la tifosa Sylvie assiste ad una sessione d'allenamento dell'Olympique Lyonnais, il club femminile più titolato d'Europa. Il portiere, Sarah Bouhaddi, le consegna discretamente una scatola di biscotti. "Avevo preparato delle chiacchiere per i nostri tifosi, ma con poco zucchero e soprattutto vegane", si affretta ad aggiungere.

Ciò che Sylvie più apprezza delle calciatrici è la loro accessibilità, l'atmosfera di rispetto, l'ambiente familiare, confortante. Fa parte del principale gruppo di tifosi delle Bleues, France Ang'Elles, emanazione di OL Ang'Elles.

Si tratta di una compagine di 180 membri con perfetta parità di genere e regole molto precise: "Quando qualcuno si fa male, qualunque sia la tifoseria, smettiamo di cantare. Non fischiamo, nemmeno l'arbitro, e a volte solo Dio sa quanto sia difficile"

"Non insultiamo", dice Willy Pasche, un affascinante pensionato di 65 anni.

Ma l'atmosfera educata sugli spalti non impedisce una certa libertà di toni. Gli arbitri, "non corrono abbastanza velocemente"; la coach Corinne Diacre, "non sa nulla" e "detestiamo quando si parla male dei nostri portieri", che alcuni considerano l'anello debole della disciplina.

Anche se le male lingue dicono che non cantino abbastanza forte, che uno stadio dovrebbe tremare per il rumore sugli spalti, i tifosi di calcio femminile contribuiscono a migliorare l'immagine delle tifoserie di football organizzando sistematicamente il terzo tempo a fine partita con i tifosi avversari. Proprio come avviene nel rugby.

"Non voglio che cadiamo nelle derive del calcio maschile, né in quanto ad atmosfera negli stadi li stadi né in termini di mentalità", spiega Isabelle Bernard, fondatrice dell'OL Ang'Elles nel 2011.

Gruppi di ultras che si danno al calcio femminile

Ma per Fabien Bonnel, resposabile dell'altro gruppo di sostenitori dei Bleues, "Irresistibles Français", non dobbiamo cedere al "cliché dei cattivi fan" del calcio maschile contro i buoni tifosi del calcio femminile.

La sua associazione (1.500 membri, il 20% dei quali donne) sostiene sia la nazionale maschile che quella delle colleghe.

Pur riconoscendo che solo una minoranza del suo gruppo si sta davvero mobilitando per i prossimi mondiali di calcio femminile in Francia, conta di applicare le stesse regole e gli stessi codici di comportamento per entrambi.

"Quando non succede niente sul campo, è il momento di animare gli spalti", spiega.

Ma anche il calcio femminile non è libero da insulti e intemperanze, soprattutto dopo l'arrivo degli ultras del PSG negli stadi.

Alcuni, banditi dal Parc des Princes dopo la morte di un tifoso nel 2010, si sono tuffati anima e corpo nel tifo per la squadra femminile. "Scoprono che ci sono molti meno vincoli di sicurezza e che le giocatrici mostrano più riconoscenza dei calciatori", afferma Nicolas Hourcade, sociologo dell'École centrale de Lyon, specialista del tifo organizzato.

Così gli ultras continuano a seguire le calciatrici del PSG, da 2 a 3mila persone alla volta per i grandi match. Tuttavia, per il sociologo non c'è il rischio che il pubblico di calcio femminile si "radicalizzi".

Il problema economico 

Il contesto parigino è unico nel suo genere ma, nel complesso, i tifosi delle squadre di calcio maschili creano un tipo di ambiente allo stadio decisamente meno familiare rispetto al calcio femminile, che è più simile alla pallacanestro o alla pallamano", continua Nicolas Hourcade.

La sfida ora è andare oltre perché "l'economia emergente di questo sport non si basa sui trasferimenti ma sulla visibilità", insiste Philippe Veber, consigliere di Wendie Renard, la carismatica capitana dell'OL.

In Francia, gli stadi stanno iniziando a riempirsi, ma siamo ben lontani dalle cifre della Germania, degli Stati Uniti o anche della Spagna. Il record francese è di soli 26.000 spettatori. Si è registrato durante lo scontro OL-PSG nel mese di aprile. Lo stadio di Lione appariva, nonostante tutto, mezzo vuoto.

Per la finale dei Mondiali del Groupama Stadium del 7 luglio prossimo le tribune saranno affollate principalmente di americani, che da soli si sono assicurati il 30% dei tagliandi.

Le Bleues hanno addosso un'ulteriore pressione: non solo giocano in casa, ma dovranno fare di tutto per creare entusiasmo e partecipazione negli stadi. E c'è solo un modo per farlo: vincere, possibilmente dando spettacolo. 

"La sfida per il calcio femminile francese (e per i conti) sarebbe arrivare almeno in semifinale", conclude Jean-Michel Aulas, presidente dell'OL. "Hanno la capacità per farcela".

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