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Filippine e Malesia dichiarano "guerra" ai rifiuti occidentali

Filippine e Malesia dichiarano "guerra" ai rifiuti occidentali
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L'hanno chiamata "guerra dei rifiuti" e a dichiararla sono stati i paesi del sud-est asiatico, a lungo destinatari di enormi spedizioni di rifiuti occidentali, che ora stanno rispedendo al mittente tonnellate di immondizia. Capofila è, ancora una volta, il riottoso presidente filippino Rodrigo Duterte, che ha appena rimandato in Canada 69 container pieni di immondizia che, a sua detta, erano stati spediti illegalmente nelle Filippine fin dal 2013.

La questione è sconfinata in aperta crisi diplomatica quando la scorsa settimana Duterte - che aveva posto a Ottawa un ultimatum per riprendersi il carico entro il 15 maggio - ha richiamato a Manila il suo ambasciatore. "Questo - ha dichiarato in merito il portavoce di Duterte, Salvador Panelo - dimostra che siamo molto seri nel chiedere loro di recuperare i loro rifiuti".

Secondo le autorità asiatiche, i paesi occidentali sarebbero colpevoli di una vera a propria truffa, che consisterebbe nell'occultare plastiche di bassa qualità tra quelle riciclabili regolarmente esportate, con numerosi problemi respiratori e di contaminazione dell'acqua dovuti ai processi di incenerimento.

A detenere il record, fino al 2016, era la Cina, che dal 1988 aveva raccolto 168 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica dai primi dieci esportatori (compresi Stati Uniti, Giappone e Regno Unito). Ma l'anno scorso Pechino ha vietato le importazioni e l'Occidente è stato costretto ad andare in cerca di altre opzioni. Il business si è così spostato tra Filippine e Malesia: secondo il suo governo, quest'ultimo paese viene utilizzato come discarica dall'Occidente, verso il quale stanno rimandando 3mila tonnellate di rifiuti, in gran parte provenienti dal Regno Unito.

"Ciò che i cittadini britannici credono di raccogliere per il riciclaggio - ha dichiarato la ministra malese per l'Ambiente, Yeo Been Yin - viene effettivamente scaricato nel nostro paese. E questa è una faccenda molto seria, e non solo abbiamo trovato aziende abusive connesse con il Regno Unito, ma con molti altri paesi".

Nelle filippine, intanto., i movimenti ambientalisti hanno avviato una fitta serie di proteste, chiedendo a gran voce la ratifica della Convenzione di Basilea voluta dall'ONU che vieta le importazioni di rifiuti in plastica.

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