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Assange, dopo l'arresto gli USA chiedono l'estradizione per il fondatore di WikiLeaks

Assange, dopo l'arresto gli USA chiedono l'estradizione per il fondatore di WikiLeaks
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REUTERS/Henry Nicholls
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Fino a un anno di reclusione nel Regno Unito, per non essersi presentato davanti al giudice nel 2012; l'estradizione negli Stati Uniti, che lo accusano di pirateria informatica ma hanno tempo fino al 12 giugno per formalizzare altri capi d'imputazione. È quanto rischia Julian Assange dopo l'arresto nell'ambasciata londinese dell'Ecuador, che ha revocato al fondatore di WikiLeaks cittadinanza e asilo politico, consegnandolo nelle mani di Scotland Yard.

Le immagini di Assange, trascinato di peso dalla polizia britannica fuori dalla sede diplomatica hanno fatto il giro del mondo.

Condannato per direttissima dai magistrati di Westminster, Assange dovrà ora affrontare una lunga battaglia legale per evitare l'estradizione.

"Questo è un pericoloso precedente per i media e i giornalisti in Europa e in ogni parte del mondo - dice il suo avvocato, Jennifer Robinson - Quanto accaduto implica che qualsiasi giornalista possa essere estradato negli Stati Uniti ed essere processato solo per aver pubblicato informazioni autentiche sull'America". I difensori temono la tortura o la condanna a morte per Assange nel caso di estradizione.

Il ministro britannico: "Nessuno al di sopra della legge"

Il governo britannico ha espresso soddisfazione per la fine di un braccio di ferro con l'Ecuador che durava da sette anni. Mentre l'opposizione laburista ha chiesto di non estradarlo.

"La decisione del presidente Moreno è una buona notizia e gli esprimo la gratitudine del Regno Unito per aver sbloccato la situazione - ha commentato Sajid Javid, ministro dell'Interno - Le azioni dell'Ecuador riconoscono che il sistema di giustizia britannico garantisce i diritti degli imputati e, nonostante quanto affermato dal signor Assange, difenderà i suoi legittimi interessi".

REUTERS/Daniel Tapia
Manifestazione a difesa di Assange, alcuni giorni fa a Quito, EcuadorREUTERS/Daniel Tapia

Come si è arrivati all'arresto

Il clima nei confronti di Assange è iniziato a cambiare, nel 2017, con l'elezione di Lenin Moreno a presidente dell'Ecuador, e la la pubblicazione su WikiLeaks dei cosiddetti "Ina Papers" che proverebbero il ricorso del presidente a paradisi fiscali.

Quito si è trincerata anche dietro presunte irregolarità al momento della richiesta di asilo, per giustificare la presa di posizione nei confronti di Assange, diventato un inquilino sempre più ingombrante per l'ambasciata del Paese a Londra. Fino all'annuncio di ieri, dato dal presidente Moreno in persona:

"La scortesia e il comportamento aggressivo di Julian Assange, le dichiarazioni ostili e minacciose dei suoi alleati contro l'Ecuador e soprattutto la violazione di trattati internazionali - ha detto - ha reso insostenibile e non più valido l'asilo politico per il signor Assange".

Dieci anni da nemico degli USA

Il fondatore di WikiLeaks aveva ottenuto la protezione di Quito, evitando un processo per molestie e stupro - poi archiviato, ma che ora potrebbe essere riaperto - in Svezia. Il timore del fondatore di WikiLeaks - allora come oggi - era che il Paese scandinavo avrebbe concesso l'estradizione negli USA.

Gli Stati Uniti lo accusano di aver cospirato per hackerare una rete informatica del governo. Non sono state formalizzate ancora le accuse per la diffusione di migliaia di documenti riservati: da informazioni top secret sui conflitti in cui è coinvolta l'America, che hanno aperto la strada a numerose inchieste giornalistiche, anche su danni collaterali e operazioni top-secret nei principali scenari di guerra internazionali, ai programmi di sorveglianza del governo, fino alle e-mail di Hilary Clinton.

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L'ex candidata democratica, travolta dalle polemiche proprio per l'uso dell'e-mail personale per le comunicazioni da Segretario di Stato americano, ha commentato: "È chiaro che non si tratta di punire il giornalismo, ma l'hackeraggio per appropriarsi di segreti militari e di Stato. Aspetto di vedere quali saranno le accuse, ma deve rispondere per ciò che ha fatto".