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Wikileaks, arrestato a Londra Julian Assange

Wikileaks, arrestato a Londra Julian Assange
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REUTERS/Peter Nicholls
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Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, è stato arrestato questa mattina, 11 aprile, dalla polizia britannica e portato fuori dall'ambasciata ecuadoriana dove viveva ormai dal 2012. Lo ha comunicato la stessa polizia metropolitana della capitale britannica.

Wikileaks ha scritto su Twitter che l'Ecuador ha deciso di terminare "illegalmente" il suo asilo politico "in violazione del diritto internazionale". Assange infatti non è uscito di sua volontà: sarebbe stato l'ambasciatore stesso ad invitare gli agenti ad entrare dentro il palazzo. Il presidente ecuadoriano Moreno ha decretato terminato il suo l'asilo politico in un video messaggio diffuso in coincidenza con l'operazione di polizia.

Il ministro dell'Interno britannnico, Sajid Javid, ha scritto che "dopo quasi 7 anni nell'ambasciata, posso confermare Julian Assange è ora in custodia e affronterà il giudizio di un giudice nel Regno Unito. Vorrei ringraziare l'Ecuador per la sua collaborazione e @metpoliceuk per la professionalità. Nessuno è al di sopra della legge".

Nei giorni scorsi un funzionario di alto livello dell'ambasciata aveva comunicato a Wikileaks l'intenzione di espellere da un momento all'altro lo sgradito ospite.

La corte di Westminster dove Assange comparirà davanti al giudice

Stando all'organizzazione il governo ecuadoriano userebbe come pretesto per l'espulsione la pubblicazione degli Ina Papers, una serie di documenti divulgati lo scorso 25 marzo che dimostrerebbero l'utilizzo di paradisi fiscali da parte del presidente ecuadoriano Lenín Moreno, che nei giorni scorsi ha accusato Assange di avere violato più volte le condizioni di asilo.

Su Assange continua a pendere un mandato di arresto per violazione del rilascio su cauzione dato che le tre accuse di stupro, molestie sessuali e coercizione illegittima che gli erano state imputate da un tribunale svedese nel 2010 sono cadute nel 2017. Rilasciato su cauzione, Assange era fuggito per poi rifugiarsi nel 2012 nell'ambasciata dell'Ecuador, dove aveva chiesto asilo politico per evitare l'estradizione negli Stati Uniti e il processo per avere divulgato migliaia di documenti riservati statunitensi.

Come scrive Stefania Maurizi su Repubblica, giornalista che ben conosce Assange, al momento "l'unica indagine aperta" contro Assange "è quella del Grand Jury di Alexandria per la pubblicazione dei documenti segreti del governo americano: è per questa inchiesta che Assange, appena arrestato, rischia enormemente: rischia che l'Inghilterra lo estradi negli USA, dove difficilmente uscirebbe mai di prigione".

Il Presidente ecuadoriano, Lenin Moreno, ha detto nel suo video messaggio che la "condotta irrispettosa e aggressiva di Assange, le dichiarazioni scortesi e minacciose contro l'Ecuador della sua organizzazione e la violazione dei trattati internazionali hanno portato la situazione ad un punto in cui l'asilo di Assange non è più sostenibile".