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Brexit, Macron: "no a proroga lunga" - il Consiglio europeo in diretta

Brexit, Macron: "no a proroga lunga" - il Consiglio europeo in diretta
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REUTERS/Yves Herman
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Merkel si, Macron no e gli altri chissà: si apre con un'inattesa presa di posizione francese il Consiglio europeo straordinario sulla Brexit.

Angela Merkel, entrando nella sede del vertice, ha detto di voler ascoltare "con attenzione e responsabilità" la richiesta britannica e si è mostrata disponibile a una proroga lunga, come d'altra parte aveva già lasciato intendere nelle dichiarazioni della vigilia.

È invece Macron a stupire, non tanto per il messaggio (si sapeva che il presidente francese avrebbe assunto una posizione più dura) quanto per i toni. Ai giornalisti, con voce ferma, ha elencato i "principi" ai quali la Francia e l'Europa dovrebbero attenersi e poi ha concluso in sintesi: "no a una proroga lunga".

Toni particolarmente netti, prima ancora che la riunione si aprisse. Resta da vedere come si comporteranno gli altri partner europei di fronte alla richiesta di rinvio britannica, con un asse franco0-tedesco apparentemente così diviso.

Macron, tra i principi che ha elencato, ha parlato anche dell'"unitarietà" della posizione europea. Ma la durezza delle sue parole dà l'impressione che la Francia abbia deciso di assumere una linea forse non davvero concordata con i partner.

Dal Consiglio odierno dovrebbe uscire, secondo le previsioni della vigilia, la concessione di un rinvio alla Gran Bretagna, ma a condizione che Londra partecipi alle elezioni europee. Come scrive Alberto Mangani sul Sole 24 Ore, "il cambio di rotta prevedrebbe, fra l’altro, la ridistribuzione dei seggi già assegnati ad alcuni Stati membri. I leader europei sono inclini a offrire al Regno Unito una proroga, anche fino al 31 dicembre o oltre, liquidando così la richiesta della premier britannica di un rinvio breve al 30 giugno. Il Regno Unito, in ogni caso, dovrà onorare l’impegno del voto, pena la minaccia di un’uscita “forzata” l’1 giugno".

Il rinvio che non piace agli euroscettici di Westminster

L'Italia è pronta a sostenere in sede Ue la richiesta di una proroga dei tempi della Brexit, riferiscono all'Ansa fonti diplomatiche a Londra. Il governo britannico è stato costretto a chiedere a Bruxelles un altro rinvio della Brexit per colpa del rifiuto del Parlamento di ratificare finora un accordo di divorzio, ma comunque resta impegnato a far uscire il Regno dall'Ue "alla prima opportunità possibile", ha commentato Stephen Barclay, ministro per la Brexit. "Io non voglio un'estensione lunga e neppure il primo ministro", ha aggiunto.

Intanto da Londra arriva notizia che i falchi Tory brexiteer sono pronti a far ricorso presso le corti britanniche - e potenzialmente a impelagare l'Ue nelle incertezze di una battaglia legale - contro l'eventuale decisione di Bruxelles di aprire le porte a una proroga lunga della Brexit. Lo si legge in una lettera aperta inviata oggi al presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, a poche ore dal vertice Ue chiamato a valutare la richiesta di un nuovo rinvio, dal deputato Bill Cash, veterano del gruppo conservatore a Westminster ed euroscettico storico. Cash - che è avvocato di formazione e fa parte del team di esperti legali dello European Research Group, la corrente dei Tory ribelli oltranzisti pro Brexit - definisce "probabile un ricorso" immediato di fronte "alle Corti del Regno Unito. E giustifica l'iniziativa con la convinzione che il governo di Londra sia ormai vincolato legalmente a far uscire il Regno dall'Ue sulla base dell'approvazione del Withdrawal Act, la legge attuativa della Brexit approvata con voto definitivo dal Parlamento di Westminster nel 2018

La parola finale sui tempi del rinvio spetterà comunque ai capi di Stato. Per tutto il pomeriggio e la sera, qui trovate il liveblog del nostro inviato a Bruxelles, Alberto De Filippis.