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Sequestrata a Lampedusa la Mare Jonio

Sequestrata a Lampedusa la Mare Jonio
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A un mese e mezzo dal caso della Sea Watch3, rimasta ferma al largo di Catania, esplode ora il caso della Mare Jonio, entrata nel porto di Lampedusa priva di autorizzazione allo sbarco.

Rimasta ferma a un miglio e mezzo dalla costa, l’imbarcazione della ong Mediterranea, è stata posta sotto sequestro dietro disposizione della Procura, che ha autorizzato lo sbarco dei 49 naufraghi, mentre il Viminale ha predisposto l’interrogatorio di tutto l’equipaggio.

Mentre La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, con l’ipotesi del reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina, la Mare Jonio ora diventa un caso politico e infuria di nuovo la polemica. . Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini plaude al sequestro di una nave dei centri sociali, dopo aver ribadito che i porti italiani restano chiusi mentre il movimento Cinquestelle rassicura che "questo non sarà un altro caso Diciotti". Una strumentalizzazione delle vite umane tuonano le opposizioni.

Intato mentre i migranti a bordo urlavano in coro: “Liberté”, durante il controllo della guardia di finanza e dei medici a bordo della nave, un giovane migrante, è stato in gravi condizioni di salute, e trasportato nell'ambulatorio di Lampedusa forse per una polmite.

Il sindaco di Lampedusa Totò Martello ha detto che i porti non sono chiusi e i migranti sono i benvenuti. L'ex sindaco dell'isola, Giusi Nicolini gli fa eco aggiungendo: "La circolare Salvini è un'oscenità giuridica". Nel frattempo ottenuto lo sbarco di un ventiquattrenne del Gambia per un sospetto caso di polmonite. Il Capo missione Luca Cesarini si difende dicendo di non aver fatto arrestare le macchine in quanto migranti ed equipaggio sarebbero in pericolo di vita"