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Esplosione all'oledotto in Messico: si aggrava il bilancio

Esplosione all'oledotto in Messico: si aggrava il bilancio
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Sono almeno 85 le vittime della tragica esplosione di venerdì a Tlahuelilpan, nello stato messicano di Hidalgo, dove un oleodotto è saltato in aria, a causa di perforazioni illegali della condotta. I funerali delle persone identificate si sono già tenuti, tra lacrime, rabbia e sconforto.

Proseguono le ricerche dei dispersi

L'angoscia sta consumando invece coloro che sono ancora alla ricerca dei loro cari, negli ospedali e negli obitori. Il processo di identificazione dei corpi recuperati potrebbe durare settimane, se non mesi. Ema non trova più il suo cuginetto di 13 anni.

"Mio cugino potrebbe essere in ospedale", spiega la giovane. "Vorrei che mi dicesse se è riuscito a scappare o che altro. Io non perdo la speranza. Mi è sembrato di riconoscerlo in un video che ho visto, ma non ne sono certa e non so dove sia ora".

Al momento dell'esplosione, c'erano circa 800 persone nei pressi dell'oledotto, manipolato espressamente perché si potesse rubare benzina. Una volta che il carburante ha iniziato a fuoriuscire, i presenti ne hanno approfittato per riempire delle taniche.

Il presidente promette chiarezza, ma il piano contro i huachicoleros non si ferma

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, alla prima grande crisi del suo mandato, ha promesso che verrà fatta luce sull'incidente. Tuttavia, non vuole assolutamente fare retromarcia sul suo controverso piano, messo in atto per combattere i furti dei huachicoleros, e che ha avuto come conseguenza diretta una carenza di carburante in diversi stati del Paese.