Non è chiaro il motivo dell'incendio, se per un guasto o per un colpo ricevuto. Si ipotizza un'azione ucraina, come già accaduto pochi mesi fa più a est. La nave era partita da Murmansk, in Russia, con un carico di gas naturale liquefatto, ed era diretta a Suez. Era sotto sanzioni dal 2024
Aggiornamento 4 marzo, ore 11:37 - Il ministero dei Trasporti della Russia, secondo quanto riportato dall'agenzia Interfax, ha spiegato che la petroliera era carica, e ha affermato che stava "sdoganando" nel rispetto "di tutte le normative internazionali". È stato confermato anche che l'imbarcazione proveniva dal porto di Murmansk. Sempre secondo il governo di Mosca, "è stata attaccata dalla costa della Libia da mezzi ucraini senza equipaggio".
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Un nave che trasporta gas naturale liquefatto (Gnl), la Arctic Metagaz, è andata in fiamme martedì nel Mediterraneo centrale, davanti alle coste maltesi, secondo alcuni immagini circolate su X e quanto riportato da media greci.
Si ritiene che l'imbarcazione faccia parte della cosiddetta "flotta ombra russa" che trasporta prodotti energetici sanzionati da Stati Uniti ed Europa. Secondo Marine Traffic viaggia sotto bandiera russa con destinazione finale Port Said, in Egitto.
L'autenticità del video non è stata verificata, ma non risultano incidenti simili nell'area in passato, ha osservato Gcaptain, rivista online specializzata in traffico marittimo.
Un rappresentante del Diaplous Group, una società di sicurezza marittima e gestione dei rischi con sede in Grecia, ha dichiarato al magazine che la nave è andata effettivamente a fuco. “Possiamo confermare che l'incidente è avvenuto, ma al momento non disponiamo di ulteriori dettagli”, ha dichiarato.
L'Arctic Metagaz è un cargo costruito nel 2003, secondo Vessel Finder, e sotto sanzioni dal 2024. È partita da Murmansk, in Russia, il 24 febbraio dopo aver caricato merci presso un'unità di stoccaggio galleggiante e essere transitata intorno al Regno Unito e alla Spagna verso il Mediterraneo e l'ultima posizione rilevata è stata nel Mediterraneo meridionale a poca distanza dalla Sicilia.
Non è ancora chiaro se l'incidente sia stato causato da un guasto meccanico o da un attacco deliberato via aria o via mare. Inoltre, non è ancora possibile confermare se l'evento sia collegato all'escalation delle tensioni che coinvolgono l'Iran o se rappresenti un'operazione mirata dell'Ucraina.
L'Ucraina ha già dimostrato in passato la capacità di colpire le risorse navali e logistiche russe ben oltre il Mar Nero, come lo scorso dicembre quando la Qendil, un'altra nave della “flotta ombra” battente bandiera dell'Oman, è stata colpita tra Creta e Malta, secondo media ucraini e compagnie di sicurezza marittima.