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Migranti: forse vicini a una svolta

Migranti: forse vicini a una svolta
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Vicini a una svolta nella vicenda delle due navi Sea Eye e Sea Watch3 con 49 migranti in totale a bordo, e bloccata al largo di Malta.

Quasi tre settimane in mare aperto dopo il “No” de La Valletta e dell’Italia all’apertura dei porti. Una corsa contro il tempo anche perchè le condizioni dei profughi a bordo sono ormai al limite. Sono ore frenetiche a Bruxellles dove la Commissione europea ipotizza di trasferire solo chi ha possibilità di ottenere asilo mentre sta lavorando a un meccanismo permanente di accoglienza e ridistribuzione. E comunque invita, ancora una volta, gli Stati membri alla solidarietà. Parole che sembrano non cadere nel vuoto, almeno oggi. Parigi e Berlino hanno fatto sapere di essere disposte ad accogliere una cinquantina di persone ciascuna. Un piccolo passo avanti ma è ancora troppo poco. Soprattutto perché Malta chiede di trasferire tutti i 249 migranti arrivati a dicembre. Un appello recepito anche da Portogallo, Lussemburgo, Paesi Bassi e Romania,

In Italia invece l’invito dell’Unione europea rischia di dividere il governo giallo-verde. Il premier Conte chiede di far sbarcare immediatamente gli immigrati perché c’è un limite a ogni politica di rigore. Nessuna marcia indietro invece da parte del Ministro Matteo Salvini che ribadisce: “chi vuole salvare e aiutare l’Africa deve bloccare gli scafisti e le navi che non rispettano le regole e battono bandiere straniere.”

Intanto nell'attesa di un ok allo sbarco, la Sea Watch3 lancia un allarme: “Aprite i porti” le persone non ce la fanno più, siamo allo stremo”.