Indonesia: per le autorità il Boeing 737 Max precipitato non doveva volare

Uno dei resti del Boeing 737 max precipitato il 28 ottobre in Indonesia
Uno dei resti del Boeing 737 max precipitato il 28 ottobre in Indonesia
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L'aereo della Lion Air precipitato ad ottobre in Indonesia uccidendo 189 passeggeri, non doveva volare a causa di un persistente prolema tecnico. E' quanto afferma il rapporto del Comitato per la sicurezza nei Trasporti indonesiano che punta il dito contro le scarse condizioni di sicurezza applicate dalla compagnia aerea.

"Durante la tratta da Denpasàr a Giacarta l’aereo aveva problemi tecnici, ma il pilota ha deciso di proseguire il viaggio e decollare da Giacarta. Quell'aereo non avrebbe dovuto volare".

Nurcahyo Utomo responsabile del comitato nazionale per la Sicurezza dei Trasporti

"Durante la tratta da Denpasàr a Giacarta - ha spiegato il responsabile del comitato nazionale per la sicurezza dei trasporti, Nurcahyo Utomo - l’aereo aveva problemi tecnici, ma il pilota ha deciso di proseguire il viaggio e decollare da Giacarta. la base della nostra prima raccomandazione per Lion Air, riguarda la decisione del pilota di proseguire o di interrompere il volo. Pensiamo che quell'aereo non avrebbe dovuto volare".

Secondo il rapporto Lion Air continuava a rimettere in servizio quell'aereo nonostante proprio nei giorni precedenti alla tragedia si fosse tentato invano di risolvere un guasto all'indicatore di velocità.

Il 29 ottobre il boeing 737 MAx della compagnia indonesiana è scomparso dai radar 13 secondi dopo il decollo dall'aeroporto di Giacarta. E' precipitato in mare dopo aver chiesto un intervento di emergenza nella capitale. 189 le vittime.