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Brasile, omicidio Marielle Franco: svolta nelle indagini

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Brasile, omicidio Marielle Franco: svolta nelle indagini

Brasile, omicidio Marielle Franco: svolta nelle indagini
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Nuova svolta in Brasile sull'omicidio di Marielle Franco, consigliera comunale del Partito socialismo e libertà (Psol, di sinistra) e attivista per i diritti umani, che si opponeva alla brutalità della polizia nelle favelas, uccisa lo scorso 14 marzo. Nell'attentato perse la vita anche il suo autista Anderson Gomez.

Il governo di Brasilia ha lanciato infatti un’inchiesta su una sospetta cospirazione da parte di dipendenti statali, di membri delle milizie e del crimine organizzato. I nuovi elementi di indagine provengono da due nuovi testimoni.

Un ex poliziotto e un ex pompiere, sospettati di coinvolgimento negli omicidi, erano stati già arrestati a luglio e, proprio a inizi del mese di ottobre 2018, la procura di Rio de Janeiro aveva annunciato di aver identificato il biotipo dell'assassino. L'identificazione del profilo era avvenuta grazie alle indagini della divisione Prove digitali e tecnologia del Coordinamento della sicurezza e dell'intelligence della procura, tramite un software ad alta tecnologia.

Lo scorso agosto, secondo quanto trapelato dall'agenzia di stampa brasiliana Agencia Brasil, la famiglia di Marielle Franco aveva chiesto protezione al governo dello Stato brasiliano a seguito di alcune minacce ricevute sia attraverso i social network che di persona.

"Sarà la Polizia Federale a indagare su quegli agenti e quei membri delle milizie che hanno bloccato le indagini sull'omicidio di Marielle e sui suoi mandanti" ha affermato Raul Jungman, durante una conferenza stampa a Brasilia. E' l'ultima mossa dell'attuale Ministro alla Sicurezza Pubblica del Brasile, prima della transizione con il suo omologo, il giudice Sergio Moro che sarà parte del nuovo governo di Jair Bolsonaro, vincitore delle ultime elezioni. Governo uscente che è anche alle prese con le indagini sull'attentato commesso contro il nuovo presidente avvenuto prima che si svolgessero le operazioni di voto.

A Rio de Janeiro, inoltre, il controllo delle zone povere della città si misura da circa 20 anni sulle alleanze e sugli scontri fra le milizie e il crimine organizzato.