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Salvini a Vienna: scintille col Lussemburgo

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Salvini a Vienna: scintille col Lussemburgo

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Identificazione dei migranti a bordo delle navi: prove di intesa fra Italia e Austria

Italia e Austria vicine sull'approccio alla questione dei migranti. All'ombra della sua stretta di mano con il vicecancelliere Heinz-Christian Strache (e suo del chiacchieratissimo battibecco con il Ministro degli esteri lussemburghese Asselborn), al vertice di Vienna Salvini non chiude la porta alla proposta di quello austriaco, Herbert Kickl, di operare una prima identificazione dei migranti già a bordo delle navi, che permetterebbe di anticipare i rimpatri, senza passare per la fase degli sbarchi.

"Merde, alors!". Lo sfogo del Ministro lussemburghese (che interrompe Salvini)

A tenere banco è però soprattutto il vivace scambio di vedute con il lussemburghese Asselborn. Salvini aveva preso le distanze da chi sostiene che l'Europa abbia bisogno dei migranti per contrastare l'invecchiamento della popolazione, per poi rivolgersi al collega dicendo: "Se in Lussemburgo avete bisogno di nuova immigrazione... io in Italia preferisco aiutare gli italiani e ritornare a fare dei figli". Il tempo della traduzione simultanea e poi Asselborn sbotta interrompendo Salvini con l'appellativo "caro signore". "In Lussemburgo abbiamo accolto decine di migliaia di italiani - ha detto -, italiani venuti come migranti, che hanno lavorato in Lussemburgo per sfamare i propri figli". Poi un gesto di stizza, accompagnato dalla colorita esclamazione: "Merde, alors". Espressione certo sopra le righe, ma che a dispetto delle assonanze è più che altro equiparabile a un "diamine!".