Slovenia, secondo referendum sul raddoppio linea Divaccia-Capodistria

Slovenia, secondo referendum sul raddoppio linea Divaccia-Capodistria
Di Maria Elena Spagnolo
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Un primo voto abrogativo si è già tenuto a settembre del 2017, e non ha raggiunto il quorum. Gli oppositori della legge però hanno chiesto l'intervento della Corte Suprema, che ha dato loro ragione

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Referendum, atto secondo. I cittadini sloveni sono di nuovo chiamati alle urne per esprimersi sulla legge sulla costruzione e gestione del secondo binario della linea ferroviaria Divaccia-Capodistria .

Un primo referendum abrogativo si era già tenuto a settembre del 2017, e non aveva raggiunto il quorum, dando così il via libero al progetto da un miliardo di euro. Gli oppositori della legge però hanno chiesto l'intervento della Corte Suprema, sostenendo che la campagna elettorale non era stata equa e corretta. I giudici hanno dato loro ragione, e hanno stabilito la necessità di ripetere il referendum.

Il premier Miro Cerar, forte sostenitore del progetto, si è dimesso, e sono state convocate elezioni anticipate il prossimo 3 giugno. Nell'attesa del voto oggi si tiene il secondo referendum sulla legge.

"Questo è uno degli sviluppi infrastrutturali chiave per il Paese. È anche importante modernizzare l'intero sistema ferroviario", spiega Milan Brglez, il presidente del Parlamento sloveno.

Gli oppositori sono critici soprattutto sui finanziamenti della tratta, sulla società di scopo (2TDK) istituita dal governo per la gestione e sul coinvolgimento dell'Ungheria come partner potenziale. I sostenitori invece sottolineano i contributi già approvati dall'Unione Europea, la creazione di posti di lavoro e la necessità del progetto.

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