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Austria, cosa dice esattamente il programma elettorale del governo Kurz?

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Austria, cosa dice esattamente il programma elettorale del governo Kurz?

 Sebastian Kurz  a Bruxelles
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REUTERS/Francois Lenoir
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A Vienna è salita al potere una nuova coalizione “nero-blu”, 17 anni dopo il primo ingresso al governo del Partito della Libertà (Freiheitliche Partei Österreichs, abbreviato in FPÖ) che aveva, allora, causato tanta preoccupazione e proteste in tutta Europa e in patria. Questa volta, l'alleanza di destra tra il nuovo cancelliere Sebastian Kurz, leader del Partito Popolare (Österreichische Volkspartei, ÖVP) e l’FPÖ, formazione di estrema destra guidata da Heinz-Christian Strache, ha creato meno scalpore.

I due partner di governo hanno concluso l’accordo pubblicando un programma la cui spina dorsale è la difesa dell'identità nazionale. Si tratta di una dichiarazione di intenti costruita intorno a 10 grandi principi come Heimat (che può essere tradotto come "patria"), Sicherheit (sicurezza) e Verantwortung (responsabilità).

Nonostante la presenza dell'FPÖ, la coalizione è "pro-UE" ma con una posizione dura nelle politiche di immigrazione. Ha un'agenda ambientale verde e un tocco populista a favore dei referendum.

Ecco riassunti i punti principali del maxi-documento di 182 pagine.

Europa

  • Fedeltà a Bruxelles 
  • Nessun referendum sull'uscita dalla UE
  • Contrari ad un'ulteriore integrazione europea
  • Più potere ai governi nazionali
  • Opposizione all'adesione della Turchia alla UE
  • Sviluppare relazioni più pacifiche con la Russia

Ordine pubblico

  • Introdurre pene minime più severe per reati violenti e sessuali
  • Fare della lotta contro l'Islam politico una priorità del governo
  • Garantire la sicurezza delle frontiere del Paese per fermare l'immigrazione clandestina, mettendo in sicurezza il confine esterno della UE
  • Migliorare il funzionamento delle forze di polizia con la creazione di 2.100 nuovi posti di lavoro

Amministrazione pubblica e luogo di lavoro

  • Aumentare da 10 a 12 il numero massimo di ore lavorative giornaliere
  • Politica di immigrazione selettiva che agevoli solo l'ingresso di persone qualificate in settori economici privi di lavoratori austriaci specializzati
  • Semplificare la pubblica amministrazione 
  • Fondere diversi enti sanitari e previdenziali per ridurre i costi

Educazione

  • Migliorare i risultati dei test di competenza in materie di base come la lettura, la scrittura e la matematica
  • Mandare i bambini a scuola solo se il loro livello di tedesco è abbastanza buono
  • Ridurre le prestazioni sociali per i genitori che non rispettano gli obblighi scolastici: tra essi, la presenza in classe e la necessità di esprimersi in tedesco 
  • Ripristinare i diritti di iscrizione all' università

Spesa

  • Ridurre la spesa pubblica per finanziare i tagli fiscali
  • Ridurre gli oneri e le tasse d'impresa, esentando ad esempio gli utili reinvestiti in Austria
  • Nessuna nuova imposta sul patrimonio o sulle successioni
  • Quadro costituzionale per il debito pubblico
  • Incoraggiare le imposte sulle transazioni online con società straniere, sia a livello nazionale che europeo

Politica sociale

  • Impedire ai nuovi arrivati di accedere a numerosi servizi sociali in Austria durante i primi cinque anni di permanenza nel paese
  • Aumentare il sussidio minimo familiare a 1.500 euro al mese e stanziare versamenti "ridotti" ai rifugiati
  • Ridurre le prestazioni per i rifugiati e trasformare i pagamenti in contanti in altri tipi di prestazioni, così da ridurre al minimo l'attrattiva del paese
  • Riformare il sistema pensionistico pubblico per adattarlo al tasso di invecchiamento della popolazione austriaca
  • Concedere alle famiglie uno sgravio fiscale di 1.500 euro all'anno per ogni bambino
  • Rottamare la legge che prevede il divieto di fumo nei bar e nei ristoranti - dovrebbe entrare in vigore nel maggio 2018
  • Controlli maggiori sull'emittente pubblica ORF
  • Impegno a costruire una terza pista di atterraggio e decollo all'aeroporto di Vienna

Ambiente 

  • Impegnarsi a produrre il 100% di elettricità rinnovabile entro il 2030 rispetto al 33% attuale
  • Mantenere il divieto delle centrali nucleari
  • Elaborare una strategia a lungo termine per i combustibili fossili
  • Introdurre un piano d'azione contro il glifosato

Democrazia diretta

  • Sostenere lo svolgimento di un referendum quando una petizione raccoglie 900mila firme
  • Riconoscere il CETA, l'accordo commerciale tra Europa e Canada (nessun referendum)