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Kurz, l'enfant prodige dei popolari austriaci

Kurz, l'enfant prodige dei popolari austriaci
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Di Gioia Salvatori
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Sebastian Kurz, cancelliere austriaco, ha 31 anni ed è il più giovane leader del mondo. Ha debuttato in politica a 16 anni e presto è diventato leader dell'organizzazione giovanile dei popolari austriaci. Trampolino di lancio verso una carriera fulminante

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Il volto da bravo ragazzo, un futuro da cancelliere e un passato da politico precoce. Chi è veramente Sebastian Kurz, il cancelliere austriaco a capo della coalizione di popolari e estrema destra? 31 anni, studi in legge mai terminati, ufficialmente fidanzato da tempo con una ragazza ora 26enne, il più giovane leader del mondo ha iniziato a fare politica a 16 annni e subito dopo la maturità era leader della sezione giovanile del partito popolare. Sottosegretario agli interni con delega all'integrazione a 24 anni, ministro degli esteri a 27, è con questo incarico che il più giovane capo della diplomazia austriaca nella storia del Paese, si fa conoscere nel mondo. Alla guida del suo partito da maggio, Kurz ha semrpe strizzato volentieri l’occhio all’estrema destra tanto che i leader dell’ FPO, il partito ultranazionalista che fu di Haider e che ora è suo alleato nonché detentore di ministeri chiave e vicecancelleria, lo accusarono di copiargli il programma.

Schermaglie del passato, come appartengono al passato le passeggiate per Vienna alla guida di vistose automobili del giovane Kurz e la distribuzione di preservativi neri, l’ex colore del suo partito, con l'idea di promuovere il lato sexy dell’OVP.

Nell’autunno del 2015 è stato uno dei primi leader a criticare la politica di immigrazione di Angela Merkel e si è vantato di essere uno dei principali artefici della chiusura della rotta balcanica dei migranti. D’ora in poi intende fermare l’immigrazione clandestina, ridurre i benefici di denaro per i richiedenti asilo, limitare l'accesso dei migranti ai servizi sociali. Escluso, al momento, dal suo programma un referendum per l'uscita dell'Austria dall'Unione europea ma di certo Vienna è ora un partner temuto dagli europeisti più convinti. 

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