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Mosul, battaglia finale?

Mosul, battaglia finale?
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Un ufficiale dell’esercito iracheno soddisfatto davanti alla moschea di Al Nuri a Mosul, strappata all’Isil giovedì, si chiede dove sia il capo dei guerriglieri jihadisti, Al Baghdadi, che proprio da quella moschea proclamò la nascita del califfato. Ma non fa in tempo a finire la frase che i cecchini dell’Isil sparano, a pochi metri. Il sedicente stato islamico è sotto pressione a Mosul in Iraq e a Raqqa in Siria, le due roccaforti. Ma su entrambi i fronti non è detta l’ultima parola. A Mosul, che secondo gli americani sarà liberata in pochi giorni, metà della città medievale è ancora in mano ai guerriglieri jihadisti in un susseguirsi di agguati tra le macerie; a Raqqa questo venerdì, invece, ci sono stati violenti scontri nel quadrante orientale per una controffensiva delle forze curdo siriane tesa a conquistare la zona industriale, ancora in mano ai guerriglieri, che invece sono arretrati dai quartieri occidentali. Come sempre il dramma dei civili. Quello che vedete è un campo profughi a sud est di Mosul: dalla città sono scappate 900mila persone dall’inizio dell’assedio 8 mesi fa.

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