Il governo Meloni ha battuto per durata ogni altro governo della Repubblica italiana. Ed è già un record, soprattutto perché, nello stesso periodo, Paesi come Francia e Regno Unito hanno sostituto un premier dopo l'altro
Il governo Meloni celebra il traguardo del governo più longevo d'Italia venerdì 4 settembre, con una manifestazione nel porto di Bari, a cui parteciperanno tutti i principali esponenti dell’esecutivo. L'evento è di fatto l’apertura della lunga campagna elettorale per le politiche del 2027.
Perché per l'Italia la durata di un governo è di per sé una buona cosa
La scelta di celebrare il record il 4 settembre è dovuta al fatto che il 3 settembre saranno trascorsi 1.413 giorni dal suo insediamento e sarà superato di un giorno il record stabilito da Silvio Berlusconi nel suo secondo governo nel 2005.
Il punto è importante perché la Repubblica italiana ha avuto 68 governi in 80 anni e sotto Meloni si è dimostrata più stabile della Francia che ha visto succedersi 5 primi ministri dal 2022 e del Regno Unito che ha avuto 4 premier nello stesso periodo.
Il sito di fact checking italiano Pagella politica fa notare inoltre che il secondo governo Berlusconi era rimasto in carica a tutti gli effetti per 1.409 giorni, a cui si aggiungono tre giorni da dimissionario. Quindi Meloni avrebbe già superato il suo record.
Cosa rivendica il governo più longevo della storia d'Italia
Per festeggiare il record il partito a cui fa capo la premier, Fratelli d'Italia, ha pubblicato un documento di 28 pagine - ripreso da Adnkronos - per tracciare un bilancio: dai numeri positivi dell'economia agli interventi per le famiglie, dal sostegno alla sanità alla lotta alla criminalità, passando per le misure su sicurezza, migranti, energia.
In sintesi, Giorgia Meloni, che nel 2022 si presentò come "underdog", ora rivendica di aver "stravolto i pronostici", con stabilità politica e conti pubblici in equilibrio, un tasso di occupazione record, lo Spread sceso da 220 a circa 80 punti e il rapporto deficit/Pil dall'8% a poco più del 3%, a un soffio dalla chiusura della procedura di infrazione Ue.
Perché al governo Meloni è mancato il coraggio delle riforme
Il prezzo per conservare il consenso e non acuire le frizioni politiche con gli alleati, è stato però quello di essere molto timida sulle riforme strutturali di cui l'Italia ha estremo bisogno.
Secondo fatti e cifre, l'esecutivo conservatore ha tenuto i conti in ordine, riforme come quelle di pubblica amministrazione, sanità, scuola e istituzioni sono rimaste in sospeso, o addirittura bocciate, come quella della giustizia.
L'unico punto su cui può veramente rivendicare un cambiamento di passo, è sui temi di sicurezza e immigrazione, con gli sbarchi scesi dai 157.651 del 2023 ai 66.316 dello scorso anno e diversi nuovi decreti che hanno prodotto nuovi reati.
Ma su questi temi soffre l'ascesa della nuova formazione di estrema destra di Roberto Vannacci, secondo cui non è stato fatto (e non sarà mai fatto) abbastanza.
Fratelli d'Italia e Lega temono apertamente che il generale sceso in politica potrebbe addirittura sottrarre cosnesensi alle formazioni dell'attuale coalizione di governo nelle elezioni previste nel secondo semestre del 2027.
Inoltre, la sconfitta al referendum sulla magistratura e gli alti e bassi del rapporto privilegiato con Donald Trump hanno incrinato l'immagine di invulnerabilità di cui sembrava ammantata.
Dopo aver battuto il record di longevità si entra in campagna elettorale. E sarà solo allora che potremo capire quanto è costato alla premier tenere in piedi il governo più longevo della storia d'Italia.