La formazione dell'ex generale ha raggiunto il 6 per cento, mentre il Carroccio è rimasto fermo al 5,6 per cento. Per Meloni è un rebus: mentre toglie voti a destra, lasciargli spazio in coalizione porterebbe irritazione tra i partner europei
Roberto Vannacci e il suo movimento Futuro Nazionale (FnV) hanno superato per la prima volta la Lega di Matteo Salvini nei sondaggi.
Lo ha rilevato un sondaggio del Corriere della Sera, per cui la formazione dell'ex generale dei paracadutisti ha raggiunto il 6 per cento, mentre la Lega è rimasta ferma al 5,6 per cento. Un'altra rilevazione di Emg per il Tg3 dà invece il partito di Vannacci al 6,6 per cento.
"Io non credo ai sondaggi...Però se il buongiorno si vede dal mattino...I veri sondaggi sono quelli che faccio ogni giorno tra la gente, per le strade, sui treni e sui mezzi pubblici...ma stamattina il buongiorno è stato piacevole. Avanti così: il futuro è con noi", ha scritto il leader di FnV venerdì su X.
Il sorpasso a destra di Vannacci potrebbe essere determinante per gli equilibri futuri del governo.
Secondo le rilevazioni del Corriere, il centrodestra nella sua composizione attuale (Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega) raggiungerebbe il 41,7 per cento dei consensi, insufficiente a battere l'opposizione (Pd, M5S, Avs, Italia viva e +Europa), stimata al 44,5 per cento.
Con l'aggiunta di Futuro nazionale, la coalizione allargata salirebbe invece al 47,7%. In altri termini, senza l'ex generale 55enne, il centrodestra perderebbe le elezioni.
La formazione pesca elettori soprattutto da Fratelli d'Italia e dalla Lega, capace di attrarre chi sente tradite le proprie aspettative di politiche più dure sull'immigrazione, sull'identità nazionale e sui tagli agli aiuti all'Ucraina.
L'ex generale scuote la destra dal 2023
Roberto Vannacci, 55 anni, è un outsider della politica. Generale di lungo corso, già comandante della Brigata Folgore, è stato dispiegato in diversi teatri tra cui Bosnia, Somalia, Iraq e Afghanistan.
Ha rimescolato le carte del dibattito pubblico dal 2023, anno in cui ha pubblicato di propria iniziativa il suo libro, "Il mondo al contrario". Un testo bestseller definito dai critici come razzista, omofobo e misogino, in cui l'autore si identificava come erede di Giulio Cesare.
Le elucubrazioni vannacciane includevano attacchi alla comunità LGBTQ+, per l'autore persone "non normali", e contro le "discutibili regole di inclusione e tolleranza imposte dalle minoranze". Critico anche sul "lavaggio del cervello di chi vorrebbe favorire l’eliminazione di ogni differenza compresa quella tra etnie, per non chiamarle razze".
"Per quanto esecrabile, l’odio è un sentimento", scriveva l'ex generale, "un’emozione che non può essere represso in un’aula di tribunale. Se questa è l’era dei diritti allora, come lo fece Oriana Fallaci, rivendico a gran voce anche il diritto all’odio e al disprezzo e a poterli manifestare liberamente nei toni e nelle maniere dovute".
Le posizioni espresse nel libro furono definite al tempo "farneticazioni" dal ministro della Difesa Guido Crosetto. "Non utilizzate le farneticazioni personali di un Generale in servizio per polemizzare con la Difesa e le Forze Armate. Il Gen. Vannacci ha espresso opinioni che screditano l’Esercito, la Difesa e la Costituzione", scrisse in un post su X nell'estate 2023.
La pubblicazione del libro ha portato Vannacci sotto i riflettori nazionali. Nel 2024 è stato eletto al Parlamento europeo nelle liste della Lega, con 530mila preferenze. Con il partito in calo di consensi, per Salvini l'ex generale rappresentava un'opportunità per raccogliere voti tra le frange più conservatrici e risollevare le sorti del Carroccio.
La convivenza però è durata poco: dopo posizioni sempre più autonome, Vannacci ha rotto con la Lega e ha fondato a inizio 2026 il suo movimento, Futuro Nazionale.
"I miei compagni di partito sono i rifiuti degli altri, quello che avanza, e a me sta bene. Voglio la sporca dozzina", ha dichiarato Vannacci, affermato che la formazione ha raccolto 100mila iscritti.
Parola chiave "remigrazione"
Il cuore del programma di Futuro Nazionale è il rimpatrio forzato di persone straniere, in una parola: remigrazione. Non c'è solo questo però: per Vannacci occorre porre un limite numero alle persone migranti in Italia, abbassare a 14 anni l'età per accedere al lavoro, introdurre salari per le madri che scelgono di restare a casa.
Sul piano internazionale, Vannacci è apertamente contrario al sostegno occidentale all'Ucraina ed è scettico verso l'UE.
"Putin negli ultimi vent'anni, governando la Russia, ha portato a un'esplosione di benessere, di ricchezza nella sua nazione. Gode del supporto popolare, cosa che Zelensky sembrerebbe perdere giorno dopo giorno. E quindi se dovessi paragonare l'attività politica dei due uomini, preferisco una persona come Putin”, diceva nel 2025.
"Non sono filorusso, non mi paga Putin", ha specificato Vannacci un anno dopo, mettendo in chiarò però che "bisogna avere buone relazioni con tutti".
Rebus governo
Per la premier Giorgia Meloni, la crescita nei consensi di Roberto Vannacci non ha una soluzione semplice. L'ex generale erode il bacino elettorale della coalizione di governo, con posizioni dure sui temi dell'immigrazione oltre che delle spese per la difesa e degli aiuti a Kiev.
In Parlamento, la premier lo ha già accusato di fare il gioco delle opposizioni, spaccando il voto di destra.
"Futuro nazionale è la bussola del centrodestra, che ha perso la rotta", ha ribattuto Vannacci, chiarendo di non voler ammorbidire le proprie posizioni.
Matteo Salvini, sedotto e abbandonato dall'ex generale, ostenta indifferenza. "Osservo con attenzione e rispetto Vannacci, la Schlein, Conte", ha detto, mettendo l'ex generale sullo stesso piano dei leader dell'opposizione. "Il mio sondaggio è il giorno delle elezioni, nell'autunno del 2027."
I malumori nel Carroccio sono evidenti e si parla di un cambio di leadership, maturato dal calo dei consensi e dal superamento nei sondaggi dal movimento dell'ex alleato, a cui la Lega ha fatto da trampolino europeo.
Anche in Forza Italia le posizioni vannacciane non riscuotono gradimento, soprattutto sul piano degli aiuti all'Ucraina. "Ha deciso lui di stare fuori dal centrodestra, vota contro il governo, è una scelta sua", ha detto il leader di partito e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
"Sta dicendo cose diverse da quelle che diciamo, rischia di fare sempre più la quinta gamba della sinistra".
La partita a destra si gioca sul piano dei valori e dei risultati elettorali. Le posizioni radicali dell'ex generale raccolgono consenso e portarle all'interno della coalizione complicherebbe i rapporti con i partner europei. Tenerlo fuori però significherebbe perdere voti preziosi e rischiare di perdere le elezioni.