Ad affermarlo è stato Aleksei Chekmarev, funzionario dell'Ambasciata russa in Portogallo, spiegando che il Portogallo "segue le politiche antirusse dell'Unione europea e della Nato"
Aleksei Chekmarev, consigliere dell'Ambasciata della Russia in Portogallo, ha assicurato che il suo Stato considera il Portogallo “uno dei Paesi più ostili in Europa”. “Su questo non ci devono essere dubbi”, ha ribadito il diplomatico. Le dichiarazioni sono state concesse alla Cnn Portugal, nel corso di un'intervista andata in onda domenica scorsa.
Chekmarev ha giustificato questa posizione sottolineando che Lisbona segue le politiche antirusse dell'Unione europea e della Nato e sostiene pienamente le sanzioni decise a Bruxelles contro Mosca. Inoltre, il consigliere dell'Ambasciata russa ha spiegato che il Portogallo “fornisce un sostegno ampio al regime di Kiev, che punta a rafforzare le capacità difensive dell'Ucraina e, in questo modo, a causare danni alla Russia”.
L'attacco russo a Kiev a 300 metri dall'ambasciata portoghese
“Il Portogallo è un Paese ostile. Penso che sia un'affermazione abbastanza chiara”, ha nuovamente ribadito. Il diplomatico ha commentato anche le recenti dichiarazioni del ministro degli Affari esteri di Lisbona, Paulo Rangel, che ha condannato di recente l'attacco russo a Kiev avvenuto a circa 300 metri dall'ambasciata portoghese. “Quando le strutture diplomatiche vengono colpite, significa che il livello di mancato rispetto delle norme internazionali di guerra è totale”, ha affermato il ministro.
In risposta, Chekmarev ha sostenuto che, per quanto riguarda “le norme internazionali di guerra cui il ministro ha fatto riferimento, è proprio l'Ucraina a violarle”, citando attacchi come quello contro il dormitorio di un collegio a Starobilsk, nella regione di Luhansk, il 22 maggio, che ha ucciso ventuno persone secondo le autorità russe.
Il diplomatico ha minimizzato poi le dichiarazioni di Rangel, affermando che “non dicono nulla di nuovo” e che rappresentano “le stesse narrazioni piuttosto aggressive e prive di prove”, ricordando che gli attacchi russi mirano solo a strutture militari e infrastrutture legate all'apparato militare del Paese.
La Russia “è aperta ai negoziati di pace” ma le armi occidentali sono “un'ombra pesante sul dialogo”
In merito alla possibilità di negoziati di pace, il consigliere ha dichiarato che “la Russia è aperta” a questa prospettiva, ma che il Paese non vede “condizioni adeguate” per avviarli. “La fornitura di armi occidentali getta un'ombra pesante sul dialogo, dato che Kiev ha già esaurito le proprie risorse e si sostiene ormai solo grazie all'appoggio dell'Unione europea, apparendo determinata a combattere fino all'ultimo ucraino”, ha aggiunto Chekmarev.
“Quello che vediamo in Europa è un'isteria russofoba che alimenta questo allarmismo militarista”, ha affermato il diplomatico, sottolineando che “la Russia non ha bisogno di nessuna escalation”, dato che le truppe “continuano ad avanzare sul campo di battaglia in Ucraina”.
“Mosca è sempre aperta a negoziati di pace non appena vengono presentate proposte concrete”, ha concluso il diplomatico, ma ha sottolineato che in gioco ci sono “la credibilità e la capacità dell'Occidente di rispettare i propri accordi”.