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Francia, l'estrema destra propone un referendum sul velo islamico

Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra Rassemblement national, il 12 gennaio 2026 a Parigi.
Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra Rassemblement national, il 12 gennaio 2026 a Parigi. Diritti d'autore  (Photo AP/Christophe Ena)
Diritti d'autore (Photo AP/Christophe Ena)
Di Etienne Paponaud Agenzie: AFP
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Jordan Bardella si è detto prudente sull'introduzione di multe per sanzionare il velo negli spazi pubblici, assicurando che la misura sarebbe sottoposta a referendum sull'"ideologia islamista" se Marine Le Pen arrivasse all’Eliseo.

Come nel 2017, il Rassemblement national (RN) propone di nuovo di vietare il velo islamico negli spazi pubblici. "Non si tratta di creare una polizia dell’abbigliamento": il presidente del partito di estrema destra si è tuttavia mostrato prudente, lunedì 31 agosto, sull’eventuale introduzione di multe.

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"Innanzitutto saranno i francesi a decidere se adottare o meno una misura del genere, tramite un referendum", ha spiegato Jordan Bardella ai giornalisti davanti alla sede del suo partito.

Interpellato sull’applicabilità di questa promessa, il leader del RN ha chiarito la proposta, assicurando che il suo partito, in caso di vittoria, organizzerebbe diversi referendum: il primo sull’immigrazione, poi, "nel corso del quinquennio, un secondo referendum sulla questione dell’ideologia islamista". "Ci sarà ovviamente una proposta per estendere il divieto dei segni religiosi dalla scuola alla sfera pubblica", ha affermato, senza precisare se ciò comporterebbe multe comminate dalla polizia.

"Ci sarà in ogni caso un dibattito nella società sul ruolo dell’islamismo", ha aggiunto Bardella. Questo secondo referendum includerà "molte altre misure", ha precisato.

Jean-Philippe Tanguy, deputato del partito di estrema destra e stretto collaboratore di Marine Le Pen, aveva assicurato domenica che un divieto del velo islamico sarebbe stato accompagnato da una "multa" per le donne che non lo rispettassero, sullo stesso modello delle sanzioni previste per "le persone che non mettono la cintura di sicurezza" in auto. Una proposta criticata dall’esecutivo e, tra gli altri, da Jean-Luc Mélenchon.

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