Si preparano importanti cambiamenti nel finanziamento dei media pubblici polacchi: il contributo audiovisivo potrebbe sostituire il canone radiotelevisivo e riguardare anche chi utilizza internet.
Si profila una vera rivoluzione nel sistema di finanziamento dei media pubblici. L’abbonamento RTV, il canone radiotelevisivo polacco, potrebbe presto essere abolito, ma questo non significherebbe la fine dei pagamenti. Al suo posto dovrebbe essere introdotto un nuovo contributo audiovisivo, che potrebbe riguardare milioni di persone, comprese quelle che non possiedono né un televisore né una radio.
Prima dell’entrata in vigore della riforma, però, resteranno in vigore tariffe più elevate, controlli e sanzioni superiori a 900 zl (circa 210 euro).
Non hai la televisione? Potrebbe non bastare più
L'attuale sistema si basa sul principio che il pagamento è dovuto per il possesso di un apparecchio radio o TV registrato.
La riforma prevista potrebbe cambiare completamente le regole. In futuro, non dovrebbe più avere importanza se in casa si possiede un televisore, una radio o un proiettore. Il nuovo contributo audiovisivo sarebbe infatti legato direttamente al contribuente.
In pratica significherebbe che l'obbligo di pagamento potrebbe riguardare anche chi usa solo uno smartphone, un computer portatile, un tablet o semplicemente Internet.
Una delle ipotesi prevede un contributo mensile di circa 8-9 zl (1,85-2,10 euro). Su base annua, la spesa sarebbe di 100-110 zl (circa 23-25 euro).
Si valuta anche di prelevare automaticamente il denaro al momento della dichiarazione dell'imposta sul reddito PIT. Il nuovo meccanismo sostituirebbe l'abbonamento RTV e il suo ingresso in vigore è ipotizzato dal 2027.
La data definitiva e le regole dettagliate dipenderanno comunque dall'approvazione delle norme.
Prima che l'abbonamento sparisca, i polacchi pagheranno di più
La riforma non è ancora in vigore, quindi i possessori di apparecchi devono continuare a rispettare le regole attuali. Nel 2026 il canone per una radio è di 9,50 zl al mese (circa 2,20 euro). Per un televisore o un apparecchio radio-TV si pagano 30,50 zl al mese (circa 7,10 euro), pari a 366 zl l’anno (circa 85 euro).
Se l’introduzione del nuovo contributo dovesse slittare, nel 2027 le tariffe potrebbero aumentare ulteriormente: 10,80 zl al mese (circa 2,50 euro) per la radio e 34,50 zl (circa 8 euro) per un televisore o un apparecchio radio-TV.
La buona notizia è che un solo pagamento copre l'intero nucleo familiare, a prescindere dal numero di dispositivi. Pagare l'abbonamento in anticipo per tutto l'anno consente inoltre di ottenere uno sconto del 10%. Non tutti però sono tenuti a pagare.
Nel 2026 sono esenti dal canone RTV, tra gli altri, gli over 75, i pensionati sopra i 60 anni con un assegno fino a 4.451,78 zl lordi (circa 1.028 euro), i disoccupati e le persone con invalidità di prima categoria o con disabilità grave.
Sanzione di 915 zl (circa 210 euro) e solo sette giorni per pagare
A suscitare le maggiori preoccupazioni sono i controlli sugli apparecchi non registrati. Fino a quando le norme non cambieranno, le Poste polacche potranno verificare il rispetto dell’obbligo di registrazione e del pagamento del canone.
I controlli riguardano soprattutto le imprese. Scoprire un apparecchio non registrato può costare caro: la sanzione equivale a 30 volte il canone mensile.
Per una radio, la sanzione ammonta oggi a 285 zl (circa 66 euro), mentre per un televisore può arrivare a 915 zl (circa 211 euro). Dopo la notifica, il debitore ha solo sette giorni per saldare quanto dovuto. In seguito, il caso può essere trasmesso all’ufficio delle imposte.
Di conseguenza è possibile il pignoramento dello stipendio, della pensione, della rendita, dei fondi sul conto o del rimborso fiscale. L'eventuale introduzione del contributo audiovisivo non comporterà automaticamente la cancellazione dei vecchi debiti.
Gli arretrati legati all'abbonamento RTV potranno ancora essere richiesti e, secondo gli attuali progetti, la possibilità di riscossione sarà mantenuta fino al 31 dicembre 2028.