I responsabili dei Paesi sul fianco orientale della NATO affermano che non ci sono prove di un imminente attacco russo, ma rafforzano le difese e avvertono che la campagna di sabotaggi e provocazioni di Mosca contro l’Europa è in aumento.
A quasi una settimana dal viaggio segreto a Mosca del direttore della CIA John Ratcliffe, che ha alimentato i timori che la Russia possa prepararsi a mettere alla prova la NATO, i funzionari europei escludono che un attacco convenzionale sia imminente.
Dalla Finlandia e dalla Romania fino agli Stati baltici, i governi affermano che non ci sono prove che Mosca si stia preparando a uno scontro diretto con la NATO, pur continuando a rafforzare le proprie difese e a mettere in guardia dalla crescente minaccia russa.
I funzionari dei Paesi sul fianco orientale della NATO sottolineano che prepararsi a una possibile aggressione russa non significa aspettarsi che avvenga.
John Hardie, vicedirettore del Programma Russia della Foundation for Defense of Democracies, con sede negli Stati Uniti, ha dichiarato a Euronews che Ratcliffe potrebbe aver trasmesso diversi messaggi durante la sua visita a Mosca.
"Secondo me un attacco militare convenzionale russo contro un Paese membro della NATO resta altamente improbabile, soprattutto finché continua la guerra in Ucraina", ha detto Hardie. "Tuttavia, anche se questo scenario nel complesso rimane poco probabile, ci sono motivi per ritenere che il rischio stia comunque aumentando leggermente".
"La guerra con l’Iran ha ridotto il livello di preparazione degli Stati Uniti, mentre l’amministrazione Trump ha alimentato dubbi sulla volontà politica di Washington di difendere l’Europa. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a intrusioni nello spazio aereo della NATO che potrebbero essere state pensate per mettere alla prova la nostra reazione".
Hardie ha aggiunto che i funzionari statunitensi potrebbero essere preoccupati per ciò che Putin potrebbe fare se si sentisse "frustrato o alle strette" in Ucraina, anche se a suo avviso è più probabile una seconda ondata di mobilitazione in Russia.
Nessun attacco imminente, ma meglio essere pronti
La valutazione di Hardie rispecchia in larga misura ciò che i leader europei stanno dicendo in pubblico.
Il presidente finlandese Alexander Stubb ha respinto le previsioni secondo cui la Russia potrebbe essere pronta ad attaccare un Paese della NATO entro i prossimi anni.
"Se qualcuno ha una sfera di cristallo del genere, tanto meglio. Io semplicemente non vedo né indizi né fatti che la confermino", ha dichiarato Stubb al quotidiano tedesco Bild nel fine settimana, aggiungendo che le informazioni di intelligence di cui dispone vanno nella stessa direzione.
"Non ha alcun senso, per nessuna potenza al mondo, mettere alla prova la determinazione di questa alleanza".
Ciò non impedisce alla Finlandia di rafforzare le difese lungo i suoi 1.340 chilometri di confine con la Russia. La Svezia ha inoltre accolto una richiesta di Helsinki e invierà caccia Gripen e una nave militare per sostenere la sorveglianza territoriale finlandese lungo la frontiera.
Per le autorità finlandesi non c’è contraddizione: una maggiore preparazione militare serve a dissuadere la Russia e a proteggersi da droni, violazioni dello spazio aereo e altre forme di escalation, non a prepararsi a un attacco imminente.
La Romania ha fornito una valutazione simile. Il ministro della Difesa Radu Miruța ha dichiarato domenica all’emittente rumena Digi24 che Bucarest e i suoi alleati condividono continuamente informazioni di intelligence e che non vi è "alcun indizio" di un’intenzione russa di attaccare un Paese membro della NATO.
"Non credo che la Russia abbia alcuna intenzione di attaccare un Paese membro della NATO", ha aggiunto Miruță.
La Romania ha un confine di 614 chilometri con l’Ucraina e ha visto più volte droni russi entrare nel proprio territorio.
Il primo ministro lettone Andris Kulbergs è stato ancora più esplicito. In una dichiarazione su X ha spiegato che il livello di minaccia militare per il Paese non è cambiato e che il rischio di un’invasione diretta da parte della Russia resta basso.
La Lettonia rimane comunque in stato di allerta rafforzato per possibili attacchi informatici, sabotaggi, provocazioni e droni, e sta consolidando il confine orientale insieme agli alleati della NATO.
"La preparazione a una possibile minaccia non è la stessa cosa di una minaccia immediata", ha ricordato Kulbergs. "Non bisogna confondere le due cose".
Lituania, Estonia e Lettonia figurano tra i Paesi della NATO che spendono di più in ambito militare rispetto alle dimensioni delle loro economie.
Quando la guerra 'ibrida' è già guerra
La Polonia ha adottato un tono più prudente.
Il primo ministro polacco Donald Tusk, dopo un briefing con il segretario generale della NATO Mark Rutte nel fine settimana, ha affermato che "l’escalation da parte della Russia sta progredendo".
"Non possiamo escludere provocazioni da parte della Russia contro uno dei membri della NATO", ha avvertito Tusk. "I prossimi sei mesi saranno decisivi e noi, come Polonia e come NATO, dobbiamo essere pronti a vari scenari".
Il suo avvertimento mette in luce un’altra dimensione della valutazione della minaccia in Europa: anche se un attacco convenzionale potrebbe non essere imminente, l’aggressione russa si manifesta già in altre forme.
I governi europei accusano Mosca di attacchi informatici, sabotaggi e altre operazioni ostili in tutto il continente, mentre aerei e droni russi hanno violato più volte lo spazio aereo della NATO.
Il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna sostiene su X che definire queste attività "guerra ibrida" ne sottovaluta la portata della minaccia.
Rispondendo alle dichiarazioni del capo dell’intelligence estera estone Kaupo Rosin, Tsahkna ha scritto: "Basta con gli eufemismi. La campagna di sabotaggi e sovversione condotta da Putin in tutta Europa non è 'guerra ibrida'. È terrorismo sponsorizzato dallo Stato. Chiamiamola per quello che è".
Hardie ha sottolineato che queste azioni russe sono già in corso.
"Per quanto riguarda gli atti aggressivi al di sotto della soglia della guerra aperta, come gli incendi dolosi contro stabilimenti della difesa europea, sono già in atto e lo sono da anni, ma con un effetto strategico limitato", ha spiegato Hardie a Euronews.
"Mosca ha margini per aumentare il livello di escalation in questo ambito, ma è improbabile che ciò produca un impatto molto maggiore e potrebbe, al contrario, provocare un effetto boomerang".