"Israele costruirà in Grecia un sistema integrato e multilivello di difesa aerea, basato interamente su sistemi di produzione israeliana", ha annunciato il ministero della Difesa di Israele
La relazione nel settore della difesa tra Grecia e Israele entra in una nuova fase, decisamente più operativa con la firma di un accordo da 3 miliardi di euro per un sistema di difesa aereo nazionale, chiamato Scudo di Achille.
Il ministero della Difesa israeliano ha dichiarato lunedì che l'accordo ha un valore di circa tre miliardi di euro. "Secondo l’accordo, Israele realizzerà in Grecia un dispositivo integrato e multilivello di difesa aerea, basato interamente su sistemi di produzione israeliana e sulla vasta esperienza operativa acquisita dall’apparato difensivo israeliano durante la guerra", ha affermato il ministero in un comunicato, aggiungendo che "si tratta del più grande accordo di esportazione di materiale militare nella storia delle relazioni Israele-Grecia e di uno dei più grandi nella storia dello Stato di Israele".
Le firme finali apposte a Tel Aviv segnano di fatto la fine di un lungo periodo di negoziati e l’avvio dell’attuazione concreta del programma. L'accordo rientra in un approfondimento molto più ampio dei legami di difesa tra Grecia e Israele, in cui un ruolo importante è ricoperto anche dal programma degli obici semoventi ATMOS e dal trasferimento di know-how, partecipazione dell’industria greca, cooperazione tecnologica e prospettive di futura coproduzione.
Al programma greco-israeliano partecipano alcuni tra i principali gruppi dell’industria militare israeliana, come IAI, Rafael ed ELTA Systems. Con l’entrata in vigore dell’accordo intergovernativo si apre la strada all’assegnazione dei singoli contratti e all’avvio dei lavori che andranno a comporre la nuova architettura di difesa aerea del Paese..
Almeno il 25% del programma è affidato alla Grecia, mostrando l'intenzione di Atene a fare dello Scudo di Achille un volano per rafforzare la produzione militare nazionale e non semplicemente in acquisti di sistemi pronti dall’estero.
19 aziende greche già coinvolte nelle relative procedure. La loro quota di partecipazione è pari a settecentocinquanta milioni di euro. Parallelamente, è prevista la creazione di una base produttiva in Grecia con prospettive di esportazione.
"Viviamo in un’epoca di cambiamenti radicali. I conflitti contemporanei hanno già modificato i parametri della difesa militare e della deterrenza", ha commentato il ministro della Difesa nazionale, Nikos Dendias, "la tecnologia, i missili balistici, le comunicazioni satellitari, i sistemi senza pilota, le minacce informatiche, le forme ibride di guerra e l’interconnessione dei teatri operativi hanno da tempo reso del tutto irrealistiche le dottrine di difesa preesistenti"
"Proprio con questa logica procediamo a una riforma complessiva e radicale delle Forze armate, con piena consapevolezza e senso delle disfunzioni e delle rigidità del passato La Grecia è il primo Paese dell’Unione europea ad adottare un sistema di questo tipo", ha concluso il ministro.