L'ex generale, oggi europarlamentare, lancia il programma del suo partito. Riguardo all'Europa, propone il ridimensionamento dei poteri dell'UE, sovranità all'Italia su economia e difesa e l'abolizione delle direttive su energia e agricoltura
L'estrema destra europea rischia di avere un nuovo protagonista alle elezioni politiche del prossimo anno in Italia, Futuro nazionale (FNV), il partito fondato dall'europarlamentare Roberto Vannacci.
I sondaggi lo davano a un significativo 6% a giugno e da allora la maggioranza di centrodestra, così come la premier Giorgia Meloni, sta cercando di capire se convenga proporre un accordo di governo al nuovo partito o contenerne la crescita, facendo proprie alcune delle sue proposte radicali.
Questa valutazione passa sicuramente dal programma pubblicato dall'ex generale dell'esercito, entrato in politica ed eletto con la Lega prima di uscirne.
In settimana è stata diffusa la seconda parte del documento, dopo la prima dell'11 agosto e in attesa della terza.
Cosa dice il manifesto di Vannacci sull'Ue e sull'Europa
Vannacci siede al Parlamenteo europeo dal 2024, quando fu eletto con mezzo milione di preferenze con la Lega e dunque nelle file di Patrioti per l'Europa, prima di passare con il suo nuovo partito al gruppo dell'Europa delle Nazioni Sovrane, in compagnia dei tedeschi di Alternative für Deutschland (AFD).
Nel documento programmatico, chiamato Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale, vi sono diversi riferimenti all'UE e alle sue normative all'interno di proposte tipiche della destra sovranista e scettica verso l'Europa comune.
Guerra in Ucraina e difesa nazionale
Al principio del documento, già a pagina 4 di 107, gli aiuti a Kiev, e dunque il posizionamento dell'Europa dopo l'invasione russa, viene definito "scellerato".
FNV chiede anzi di riaprire i canali con la Federazione Russa, "nell’interesse dei costi dell’energia per le nostre famiglie e le nostre imprese ma anche per la difesa dei dell’interesse occidentale di lungo periodo".
ll partito mette in risalto la "sintonia valoriale che l’Italia ha con i Paesi dell’Europa centrale, per esempio Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Polonia" che hanno una storia e una identità fortemente radicati nel cristianesimo.
La richiesta più generale è che l'Italia di svincoli in politica estera e di difesa da decisioni di Bruxelles che contrastino con l'interesse nazionale strategico dell'Italia.
In questa direzione, pur auspicando forze armate all'avanguardia, il partito rifiuta il prestito SAFE dell'UE e il parametro della NATO di spendere il 5% del PIL in difesa.
Sovranità e revisione dei Trattati Europei
L'intero capitolo 6 del programma (pagine 31-41) propone un vero e proprio ribaltamento dell'UE. La critica alla "burocrazia" di Bruxelles sfocia in un'aperta contestazione dell'integrazinoe europea rivendicando il primato del diritto e delle sovranità nazionali dei singoli Stati membri rispetto alle regole europee.
FNV chiede dunque il ridimensionamento dei poteri ceduti alle istituzioni sovranazionali, come Consiglio europeo e Commissione, prospettando un'Europa intesa esclusivamente come Nazioni sovrane, senza evoluzioni di tipo federale.
Per questo si propone sin dal primo punto del programma (a pagina 8) "una riforma che ribadisca in modo esplicito e indiscutibile la prevalenza dei principi della Costituzione italiana rispetto ad ogni genere di trattati internazionali, inclusi quelli europei".
Ambiente, energia e industria
Come dichiarato spesso dallo stesso centrodestra italiano, lo scetticismo è massimo sulle direttive europee per la transizione ecologica, a partire dal Green Deal per limitare le emissioni inquinanti.
Lo stesso vale per le richieste di "case verdi", dunque da ammodernare per essere in grado di garantire un risparmio energetico, e per l'abbandono dei motori termici in favore di quelli elettrici, considerato penalizzante per il tessuto produttivo ed economico italiano.
Il documento chiede anche competenza esclusiva sul Made in Italy e sull'agricoltura nazionale, con una chiusura netta alle indicazioni comunitarie su carne coltivata, farine d'insetti ed etichettatura sui valori nutrizionali dei prodotti.
In particolare l'obiettivo è il "rafforzamento della capacità produttiva nazionale" riducendo le dipendenze esterne nei comparti essenziali e consolidando il sistema attraverso “Filiera Italia”, un progetto volto all'integrazione tra imprese, competenze, infrastrutture e tecnologie nazionali.
Il progetto dovrà favorire il reshoring, ossia il rientro di attività industriali, ricerca, funzioni decisionali e produzioni ad alto valore aggiunto.
Economia e fiscalità
Per Vannacci e il suo gruppo i vincoli di bilancio europei (Patto di Stabilità e Crescita) e i limiti imposti agli aiuti di Stato costitutiscono un freno allo sviluppo economico italiano.
"La premessa fondamentale è quella di riconquistare spazi di sovranità economica e fiscale rispetto all'incombente presenza dell'Unione Europea che vincola e reprime le potenzialità di sviluppo delle Nazioni, a cominciare dalla nostra Italia, e le rende ancora più deboli ed esposte alle derive negative della globalizzazione".
L'italia, si legge ancora, deve essere "capace tanto di permanere nell’area euro ridefinendone i perimetri di politica monetaria quanto di opzionare l’uscita".
Va da sé che l'Italia, si legge ancora a pagina 39, deve essere "capace tanto di permanere nell’area euro ridefinendone i perimetri di politica monetaria quanto di opzionare l’uscita secondo le condizioni, il contesto, i tempi, mettendo al primo posto l’interesse nazionale".
Le altre proposte shock di Futuro Nazionale
L'ex comandante della Brigata Folgore, 55 anni e una lunga esperienza nei teatri di guerra del mondo, aveva già inserito la sua visione ne Il mondo al contrario, un libro diventato un best seller nel 2023 e definito dai critici come razzista, omofobo e misogino.
Pubblicando la prima parte del programma, Vannacci aveva precisato nel preambolo: "In queste pagine diciamo chi siamo e cosa faremo: una destra identitaria, pura e vitale, radicata nella tradizione romana e cristiana, determinata a riportare l’Italia sulle proprie radici. Un Paese sovrano, sicuro, libero e prospero".
In questa direzione, la seconda parte dell'agenda di Futuro Nazionale chiarisce che in l'Italia non prevede un "diritto all'aborto", rifiutando di fatto la maniera in cui è stata applicata finora la legge 194 del 1978.
"Difendiamo la vita dal concepimento alla morte naturale" perché "solo la procreazione ha rilievo pubblico", si legge nel documento, che completa la retorica tradizionalista con il riconoscimento del matrimonio come "unico istituto di coppia" e il rifiuto dell'eutanasia e del suicidio assistito.
A questo il manifesto politico dei vannacciani aggiunge il Reddito di rinascita, un incentivo economico per chi decide di proseguire una gravidanza invece di interromperla, e il Mutuo tricolore, un prestito a condizioni sempre più vantaggiose per le famiglie numerose.
Il corollario conservatore è quello noto del no ai diriitti civili acquisiti dalla comunità LGBTQA+ e alle teorie così chiamate del "gender", con tanto di richiesta di una fascia protetta in TV dal mattino alla sera per proteggere i bambini da contenuti "inappropriati", dell'eliminazione del reato specifico di "femminicidio" introdotto nel nostro ordinamento lo scorso anno e anzi della valorizzazione del modello patriarcale "mediterraneo" fondato sulla preminenza maschile.
Insomma l'educazione dei figli deve restare rigorosamente tradizionale, secondo Futuro Nazionale, e tornare a includere un'educazione militare nelle scuole, tramite l'introduzione della materia "difesa e sicurezza nazionale" e attività di formazione all'esterno come accadeva negli anni '20 e '30 del Novecento durante il periodo fascista in Italia.
Quanto ai migranti, Futuro Nazionale accoglie pienamente, ora anche sulla carta, la "remigrazione" avanzata da AFD in Germania.
In quesro senso il partito rifuta qualsiasi percorso di cittadinanza, che si tratti di ius soli o di ius scholae, e propone uno specifico piano in 22 punti.
Tra questi il "reperimento di mano d'opera italiana per i lavori umili" con sgravi e incentivi fiscali, il "vincolo dei sussidi di disoccupazione all’effettiva disponibilità ad accettare qualsivoglia lavoro compatibile con la propria condizione" e l'esclusione "di coloro che non sono cittadini italiani da tutti i benefici sociali straordinari a carico del nostro Paese, che riguardano accesso all’edilizia popolare, bonus di varia natura e sussidi di disoccupazione".