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La Commissione Ue dice no alla remigrazione e i partiti di estrema destra minacciano di portarla in tribunale

Martin Sellner è il leader della campagna 'Save Europe Act' ed è considerato l'architetto ideologico della remigrazione
Martin Sellner è il leader della campagna 'Save Europe Act' (Salvare l'Europa) ed è considerato l'architetto intellettuale della remigrazione. Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Vincenzo Genovese
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La Commissione europea ha respinto un'Iniziativa dei partiti di estrema destra europei che chiedeva di sospendere asilo e ricongiungimenti familiari e rimpatriare i migranti non europei ritenuti non integrati. Gli organizzatori preparano un ricorso legale.

Gli attivisti che guidano la campagna dell’estrema destra «Save Europe Act» stanno portando la Commissione europea in tribunale dopo che questa ha rifiutato di registrare una petizione che chiede la sospensione dei canali legali di migrazione e la «remigrazione» dei cittadini di Paesi terzi in regola giudicati «non integrati», per evitare quella che gli organizzatori definiscono una «sostituzione demografica».

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La Commissione ha respinto l’iniziativa giovedì, sostenendo che comporterebbe discriminazioni basate sulla razza e sull’origine etnica e che è quindi «manifestamente contraria» ai valori dell’UE. La decisione ha spinto gli organizzatori ad annunciare un’azione legale.

«Riteniamo che la Commissione abbia agito in violazione del diritto europeo impedendo ai cittadini di chiedere misure specifiche», ha dichiarato a Euronews l’attivista austriaco Martin Sellner, leader del movimento e uno dei principali sostenitori della remigrazione. Ha aggiunto che il team legale del gruppo è pronto a presentare un ricorso già da lunedì.

La petizione chiede la sospensione temporanea dei «canali di immigrazione non occidentali», compresi i visti per studio e per ricongiungimento familiare.

Chiede inoltre il rimpatrio nei Paesi d’origine non solo dei migranti irregolari, ma anche dei cittadini extraeuropei regolarmente residenti che siano «non integrati» o considerati un «grave onere culturale o finanziario» per gli Stati membri.

Il concetto di «remigrazione» ha guadagnato terreno in alcune forze di estrema destra in tutta Europa.

Secondo il sito della campagna, è sostenuta da figure nazionaliste tra cui Viktor Orbán in Ungheria, Santiago Abascal in Spagna, George Simion in Romania e l’italiano Roberto Vannacci.

Un’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) ritenuta ammissibile deve essere presa in considerazione dalle istituzioni dell’UE se raccoglie un milione di firme in almeno sette Stati membri.

La Commissione deve quindi spiegare quali azioni intende intraprendere mentre il Parlamento europeo è tenuto a organizzare un’audizione con gli organizzatori e può anche votare una risoluzione.

La campagna afferma di aver già raccolto informalmente quasi 600 mila firme e la scorsa settimana ha organizzato una manifestazione di circa 200 sostenitori davanti al Parlamento europeo a Bruxelles per chiedere la registrazione dell’iniziativa.

La Commissione ha dichiarato che la proposta di sospendere i canali di migrazione si basa sull’origine etnica, culturale o civilizzazionale degli interessati, e non sulla valutazione caso per caso richiesta dal diritto dell’UE.

«La decisione [di rifiutare la registrazione] è un atto giusto», ha affermato l’eurodeputata dei Verdi/ALE Cristina Guarda, che ha definito la petizione «propaganda d’odio promossa dall’estrema destra».

Guarda e altri parlamentari hanno organizzato la scorsa settimana una contromanifestazione davanti al Parlamento europeo per farla coincidere con la protesta degli attivisti.

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