La Commissione europea si è espressa a favore delle deroghe sul Patto di stabilità, estendendo la Nec difesa all'energia. Numerose le reazioni di soddisfazione dai ministri italiani, dal momento che l'Italia, insieme ad altri Paesi, aveva chiesto più flessibilità all'Ue in ambito energetico
"Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato". Con queste parole il ministro dell'economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti si è espresso sulla proposta di allargare la clausola di salvaguardia nazionale Nec difesa all'energia.
La richiesta di una flessibilità fiscale da parte dell'Ue agli Stati membri per gli investimenti energetici, avanzata dalla premier Giorgia Meloni, è stata formalizzata mercoledì dalla Commissione europea a margine delle Raccomandazioni ai Paesi.
"Nel momento in cui verranno precisati i limiti di utilizzo, il ministero dell'Economia e delle Finanze si riserva di fare le proposte più mirate a tutela di imprese e famiglie. Naturalmente la valutazione deve essere fatta complessivamente e dovrà tener conto anche degli indicatori contenuti nelle raccomandazioni della commissione che testimoniano lo sforzo e la serietà nella gestione della finanza pubblica italiana", ha continuato Giorgetti.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la sua soddisfazione in un post su X. "La Commissione europea accoglie le proposte dell'Italia a favore di una maggiore flessibilità per affrontare le sfide della crisi energetica. È un altro successo del governo italiano, frutto della nostra credibilità in Europa", scrive.
L'Italia ha assunto un ruolo centrale nell'Ue
"La Commissione Ue ha recepito le proposte dell'Italia di concedere flessibilità per far fronte alle spese energetiche. Si tratta di una conferma del ruolo centrale assunto dalla nostra nazione con Giorgia Meloni a capo del Governo. Fino a qualche anno fa era impensabile questo protagonismo tricolore a Bruxelles, ma grazie al senso di responsabilità e alla credibilità di questo governo è iniziata per l'Italia una nuova fase molto incoraggiante", ha commentato il senatore Salvo Sallemi, vicepresidente di Fratelli d'Italia.
Meno entusiaste sono le reazioni degli altri partiti, che sottolineano come la decisione della Commissione sia andata contro alla richiesta della premier Meloni di un taglio alle accise.
"Sia chiaro, la possibilità di derogare dal Patto di Stabilità per affrontare la crisi energetica significa caricarsi di nuovo debito. L'Ue ci chiede di fare un debito 'buono', cioè in investimenti per infrastrutture energetiche e per rafforzare la rete distributiva. Vietato, invece, spendere i soldi della deroga per mance elettorali o bonus. E trovo sacrosanto il vincolo posto dalla Ue poiché l'Italia ha troppo spesso fatto debito 'cattivo', trasformando in spesa corrente montagne di soldi utili per gli investimenti. La flessibilità concessa sarà vincolata a investimenti per la transizione energetica e sulle energie rinnovabili. Per alleggerire la spesa di famiglie e imprese", ha dichiarato Daniela Ruffino di Azione. "Meloni si assuma la responsabilità di disaccoppiare il prezzo delle rinnovabili da quello del gas. Molto meno costoso per le casse dello Stato mentre sarebbero Enel e Terna a pesare di meno sui bilanci famigliari e delle imprese", ha concluso.
"La Commissione europea ha smentito Giorgia Meloni. Bruxelles ha escluso l’uso della flessibilità europea per finanziare sconti sulle accise o interventi tampone sulle bollette, indicando invece una sola strada: investimenti nelle energie rinnovabili, nell’elettrificazione e nell’indipendenza energetica", ha commentato Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.
"Meloni voleva fare più debito per diminuire il costo dell’energia, facendo pagare due volte gli italiani e salvando le lobby energetiche e i petrolieri che hanno realizzato, in tre anni, profitti per oltre 70 miliardi di euro. La Commissione certifica anche il fallimento delle politiche economiche del governo. L’Italia resta un Paese con squilibri macroeconomici significativi, segnato da alto debito e crescita debole. Bruxelles evidenzia salari reali in calo, precarietà, povertà crescente, sanità in difficoltà, evasione fiscale elevata e ritardi del Mezzogiorno. La flessibilità europea per l’energia potrà essere utilizzata solo per interventi strutturali. È la conferma che la risposta al caro energia non è il gas e nemmeno il nucleare, ma un piano di investimenti in rinnovabili, reti, efficienza energetica e comunità energetiche", ha aggiunto Bonelli.
Dombrovskis: "L'Italia sarà interessata a usarla"
"Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. Consiste nell'estendere l'ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l'uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili. Nello specifico, proponiamo la possibilità di usare fino allo 0,3 per cento del Pil all'anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico" con "un limite cumulato pari allo 0,6 per cento del Pil nell'arco dei 3 anni", ha annunciato il commissario europeo per l'economia Valdis Dombrovskis in conferenza stampa commentando la proposta con un gruppo di media, tra cui l'Ansa.
"Considerato il forte interesse dell'Italia per questa soluzione di flessibilità fiscale, posso presumere che l'Italia sarà interessata a utilizzarla", ha sottolineato Dombrovskis.
"Gli Stati membri devono presentare domanda per la Clausola nazionale di salvaguardia. Quelli che hanno già richiesto la Clausola dovranno di estenderne l'ambito di applicazione. La Clausola non obbliga a fare nulla, fornisce semplicemente ulteriore flessibilità per fare determinate cose. Di conseguenza esiste la possibilità di richiedere questa estensione della clausola e utilizzare lo spazio fiscale disponibile per le misure energetiche entro i limiti previsti", ha chiarito il commissario.
"È fondamentale che tutti gli Stati membri contribuiscano al rafforzamento delle capacità europee di sicurezza e difesa. Per questo motivo la Clausola nationale di salvaguardia è stata originariamente concepita. Ma, ancora una volta, la clausola in sé non prescrive alcun comportamento, fornisce semplicemente flessibilità", ha aggiunto Dombrovskis.
Il commissario ha poi precisato le possibilità di utilizzo e i limiti di applicazione, che sono ancora in via di definizione. "Non sarà possibile utilizzare lo 0,3 per cento del Pil ogni anno per tre anni consecutivi. Il limite complessivo sull'intero periodo resta pari allo 0,6 per cento del Pil. Tutto questo rimane all'interno del limite esistente dell'1,5 per cento del Pil previsto dalla Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa. Abbiamo inoltre esaminato la situazione specifica degli Stati membri che hanno già utilizzato l'intera flessibilità dell'1,5 per cento del Pil prevista dalla clausola per la difesa. Anche questi Stati membri potrebbero chiedere di utilizzare questa nuova flessibilità. Tuttavia, per essi sarebbe necessaria una valutazione aggiuntiva della sostenibilità del debito", ha spiegato Dombrovskis.
"Il pacchetto di primavera del Semestre Europeo, che abbiamo approvato oggi al Collegio dei Commissari, arriva in un momento di particolare rilevanza strategica. I dati economici si intrecciano con una situazione geopolitica segnata dall'incertezza: mercati energetici volatili, tensioni commerciali, instabilità ai confini dell'Europa, conflitto in Medio Oriente. Garantire produttività, competitività e coesione richiede impegno e responsabilità a tutti i livelli, europeo, nazionale, regionale. In questo quadro, assume un significato particolarmente importante la flessibilità proposta nell'ambito della governance economica. L'estensione della clausola di salvaguardia nazionale, già prevista per la difesa, agli investimenti nel settore energetico rappresenta una risposta concreta alle sfide del momento", ha scritto il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue Raffaele Fitto.
"Questa iniziativa, insieme al lavoro avviato la scorsa settimana sulla politica di coesione, con la possibilità su base volontaria da parte di Governi e Regioni di mobilitare le risorse già disponibili e non ancora impegnate a favore della transizione energetica, disegna un quadro coerente: l'Europa sa rispondere con rapidità alle priorità concrete dei suoi cittadini. La flessibilità non è un'eccezione alle regole. È la capacità dell'Europa di utilizzare i propri strumenti per rispondere alle nuove sfide, proteggendo cittadini, imprese e territori", ha sottolineato in conclusione Fitto.
Nessun taglio alle accise, ma misure temporanee e mirate
"Questa flessibilità fiscale aggiuntiva non copre misure di sostegno che sovvenzionano l'uso di combustibili fossili, come ad esempio le riduzioni mirate delle accise", ha specificato nettamente Dombrovskis. "In questo senso, la nostra raccomandazione rimane invariata: adottare misure temporanee e mirate che non sostengano la domanda di combustibili fossili, perchè il problema attuale è uno shock dell'offerta. E non si può affrontare uno shock dell'offerta stimolando la domanda", ha aggiunto. "Perciò, le misure devono essere temporanee e mirate, e non devono aumentare la domanda di combustibili fossili".
"Non stiamo parlando esclusivamente di investimenti in senso stretto. Parliamo anche di misure che accelerino la transizione lontano dai combustibili fossili. Possono quindi esserci misure di sostegno alle famiglie", ha concluso dichiarando un netto "No" all'idea di prevedere dei tagli alle tasse sull'energia.