Durante il Question Time al Senato, il ministro dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha precisato lo spazio d'utilizzo della flessibilità concessa dall'Ue rispetto ai vincoli del Patto di stabilità per le spese dovute all'aumento dei prezzi dell'energia
Il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha precisato che la flessibilità per la clausola di salvaguardia Ue, concessa mercoledì dalla Commissione europea ed estesa all'energia, richiederà un passaggio parlamentare preliminare.
"La clausola richiederà un passaggio parlamentare in cui si discuterà sia il quantum che la la destinazione", ha spiegato il ministro giovedì durante il Question Time al Senato. Un confronto con il Parlamento che non avverrà "nel chiuso delle stanze del ministero e del governo".
"Io spero che quando avverrà, quindi quando sarà effettiva la decisione annunciata dall'Unione europea, questo confronto in Parlamento sarà fatto e sarà ispirato dalle migliori intenzioni, dai migliori prassi e dalle migliori, diciamo così intelligenze che con serietà si metteranno a lavorare".
La Commissione ha concesso la flessibilità sull'energia
Dopo la soddisfazione espressa per aver visto riconosciuta la richiesta avanzata dal governo italiano all'Ue a proposito dell'utilizzo degli strumenti di flessibilità previsti dalle regole di bilancio europee per affrontare la crisi energetica, Giorgetti ha ribadito che "per quanto riguarda gli spazi che abbiamo visti riconosciuti dall'Europa, valuteremo con calma perché lo spazio non è esagerato e non possiamo permetterci di sbagliare, quindi dobbiamo capire come aiutare le famiglie e come aiutare le imprese più meritevoli".
"La Commissione europea, venendo incontro alle richieste italiane, ha riconosciuto il legame tra il tema della sicurezza energetica e quello più ampio e generale della sicurezza e della difesa. Ha inoltre preso atto del fatto che gli Stati membri stanno affrontando la crisi energetica in atto con misure che hanno costi fiscali non trascurabili, nonostante molti paesi, inclusa l'Italia, abbiano finora gestito la situazione senza gravare sulla finanza pubblica, ovvero utilizzando coperture finanziarie per compensare le misure di contrasto al caro vita", ha ricordato il ministro.
"Abbiamo parlato a lungo con la Commissione, anche se leggevamo delle cose diverse. Ma ieri ci sono state le domande e risposte col commissario Dombrovskis, le norme devono essere approvate dal Consiglio europeo, quindi chiaramente useremo tutti gli spazi di flessibilità che ci saranno consentiti", ha aggiunto.
Dalla Commissione un netto "no" al taglio delle accise
"Ho precisato che il 6 giugno scadono le accise, noi interverremo con il meccanismo delle accise mobili. Dobbiamo effettivamente valutare quanto è la disponibilità e fino al giorno 6 non l'abbiamo", ha dichiarato Giorgetti a proposito della decisione della Commissione Ue di negare i tagli alle accise sui carburanti.
Le accise mobili sono un meccanismo fiscale pensato per attenuare gli aumenti del prezzo di benzina e diesel quando il costo del petrolio cresce in modo significativo. L'idea di fondo è che, se i carburanti diventano più cari, lo Stato incassa automaticamente più IVA; una parte di questo maggior gettito può quindi essere utilizzata per ridurre temporaneamente le accise e contenere il prezzo alla pompa.
"In base a quello e anche alle condizioni di mercato, vedremo come prorogare queste forme di intervento", ha concluso.