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Commissione Ue pronta a bocciare i tagli del governo Meloni alle accise sui carburanti

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, con Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, in visita all'hotspot per migranti di Lampedusa, 17 settembre 2023.
Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, con Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, in visita all'hotspot per migranti di Lampedusa, 17 settembre 2023. Diritti d'autore  European Commission/Riccardo De Luca
Diritti d'autore European Commission/Riccardo De Luca
Di Luca Bertuzzi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Euronews ha visionato in esclusiva le bozze del rapporto che la Commissione europea invierà all'Italia mercoledì. Come previsto, si bocciano i sussidi generalizzati a favore di aiuti mirati a sostenere i nuclei famigliari più fragili e i settori industriali più esposti alla crisi energetica

Il governo italiano ha varato una serie di misure d'emergenza per attenuare l'aumento dei costi dell'energia provocato dalla guerra in Iran. Dopo il Fondo monetario internazionale (FMI), anche la Commissione europea è pronta a sostenere che misure così ampie e non mirate sono inefficaci, secondo un documento ottenuto da Euronews.

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Nelle ultime settimane il governo ha alzato i toni chiedendo che la flessibilità di bilancio concessa di recente alle spese per la difesa sia estesa all'impennata dei costi energetici. Una richiesta formalizzata anche in una lettera inviata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Von der Leyen non ha ancora risposto direttamente a Meloni. La Commissione presenterà però mercoledì le sue raccomandazioni specifiche per Paese, uno dei principali strumenti di coordinamento economico dell'UE e un passaggio chiave per affrontare la politica di bilancio.

Cosa dirà la Commissione europa nelle raccomandazioni all'Italia

Secondo una prima bozza delle raccomandazioni visionata da Euronews, Roma dovrebbe "garantire che qualsiasi misura adottata per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia sia temporanea, mirata a proteggere le famiglie vulnerabili e a rispondere alle esigenze delle imprese ad alta intensità energetica, preservi gli incentivi al risparmio energetico e assicuri che il loro costo per le finanze pubbliche sia compatibile con i percorsi di spesa raccomandati".

Il rapporto non accoglie la richiesta di Meloni di ampliare la clausola di salvaguardia nazionale, una misura straordinaria introdotta lo scorso anno per escludere le spese per la difesa dal quadro dei vincoli di bilancio dell'UE.

Le raccomandazioni indicherebbero che una certa flessibilità è possibile, ma solo per sostenere le famiglie vulnerabili e i settori più esposti, non attraverso sussidi generalizzati.

La Commissione richiama in particolare l'esperienza della crisi energetica del 2022-2023, innescata dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, sostenendo che misure ampie e non mirate hanno un costo elevato per le finanze pubbliche e risultano inefficienti dal punto di vista sociale ed economico.

"Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente nel febbraio 2026, l'Italia ha adottato misure di politica di bilancio per mitigare l'impatto dei prezzi elevati dell'energia su famiglie e imprese", prosegue il documento.

Cosa dicono UE e FMI sugli aiuti generalizzati

La Commissione segnala in particolare una riduzione "non mirata" delle accise sui carburanti, misura in scadenza il 6 giugno, e un credito d'imposta destinato alle imprese del trasporto su strada, della pesca e dell'agricoltura.

Questa posizione è in linea con quella del Fondo monetario internazionale, che la scorsa settimana ha affermato che "la recente riduzione generalizzata delle accise su diesel e benzina per attenuare l'impatto dello shock dovrebbe essere sostituita da trasferimenti monetari mirati alle famiglie più vulnerabili".

Il costo stimato di queste misure è di circa lo 0,1% del PIL nel 2026, ma potrebbe salire allo 0,3% se rimanessero in vigore fino a fine anno.

L'Italia ha già il rapporto debito/PIL più elevato dell'UE, pari a circa il 138,5%, e la Commissione chiede a Roma di garantire che "la spesa netta rispetti il percorso correttivo raccomandato".

L'Italia registra anche i costi energetici più alti d'Europa. Le interruzioni delle rotte di approvvigionamento dal Golfo hanno spinto la Commissione a ridurre la previsione di crescita del PIL per il 2026 dallo 0,8% allo 0,5%.

La scorsa settimana il commissario europeo Raffaele Fitto, esponente di Fratelli d'Italia, il partito di Meloni, ha scritto ai ministri dell'UE suggerendo di reindirizzare i fondi di coesione non ancora spesi per far fronte alla crisi energetica.

Tuttavia, il rapporto rileva che la spesa italiana dei fondi di coesione resta inferiore alla media UE, segnalando difficoltà di attuazione legate a una governance frammentata e a una debole capacità amministrativa.

Un tema che entrerà nell'incombente campagna elettorale

La bozza critica la politica energetica di Roma per la sua dipendenza strutturale dalla costosa generazione elettrica a gas, che la Commissione considera un ostacolo centrale all'elettrificazione di famiglie e industrie, e per la lenta diffusione delle energie rinnovabili.

Sebbene Bruxelles le giudichi inefficienti, le agevolazioni fiscali temporanee sui combustibili fossili sono estremamente popolari in Italia. Il governo ha introdotto queste misure mentre il Paese entrava in una fase cruciale delle elezioni amministrative, il cui secondo turno è in programma per questo fine settimana.

Con le elezioni politiche all'orizzonte l'anno prossimo, resta da capire se la limitata flessibilità offerta spingerà Roma ad abbassare i toni o a cercare un'escalation ancora più marcata, che potrebbe fruttare dividendi elettorali significativi.

Quel che sembra certo è che, qualunque margine di bilancio conceda Bruxelles, il governo italiano dovrà alla fine rassicurare i mercati finanziari sulla sua capacità di continuare a finanziare il proprio enorme debito pubblico.

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