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Giorgia Meloni spinge sulla flessibilità fiscale: l’Ue valuta misure per la crisi energetica

Il commissario UE all'Economia Dombrovskis, la presidente BCE Lagarde, il presidente Eurogruppo Pierrakakis, il direttore generale del Mes Gramegna
il commissario Ue all'Economia Dombrovskis, la presidente della BCE Lagarde, il presidente dell'Eurogruppo Pierrakakis e il direttore del MES Gramegna Diritti d'autore  AP Photo/Petros Karadjias
Diritti d'autore AP Photo/Petros Karadjias
Di Eleonora Vasques
Pubblicato il
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Ue valuta misure di flessibilità fiscale per affrontare la crisi energetica nello Stretto di Hormuz dopo la spinta di Meloni, ma avverte sui limiti delle politiche espansive

L'Unione europea sta valutando di utilizzare le "flessibilità esistenti" previste dal suo quadro di bilancio come parte della risposta alla crisi energetica, ha dichiarato venerdì ai giornalisti il commissario europeo per l'Economia Valdis Dombrovskis, al termine della riunione dei ministri delle Finanze dell'area euro a Cipro.

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"Stiamo esaminando le politiche, comprese le opzioni di politica di bilancio, per rispondere nel modo migliore alla crisi, anche attraverso l'uso delle flessibilità già previste dal nostro quadro", ha detto Dombrovskis in conferenza stampa.

Lunedì la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo una maggiore flessibilità di bilancio per far fronte all'aumento dei costi dell'energia.

La questione è stata sollevata di nuovo nella riunione dell'Eurogruppo di venerdì dal ministro italiano dell'Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti. La proposta non ha dato luogo a un dibattito approfondito, ma diversi ministri hanno fatto riferimento diretto alla richiesta dell'Italia, ha riferito a Euronews un funzionario dell'Ue.

Non tutti i ministri però sono intervenuti o hanno affrontato il tema della flessibilità di bilancio. Questo lascia intendere che non esista ancora un consenso chiaro e che le posizioni restino diversificate, ha aggiunto il funzionario.

Il presidente dell'Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis ha spiegato in conferenza stampa che il dibattito ha messo in luce queste divergenze, segnalando che al momento manca un sostegno unanime alla proposta.

Flessibilità di bilancio, ma con prudenza

Pur mostrando apertura verso una maggiore flessibilità di bilancio, Dombrovskis ha sottolineato che ogni intervento dovrà comunque garantire la sostenibilità dei conti pubblici.

La presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha partecipato a sua volta alle discussioni sulla risposta di bilancio allo shock dei prezzi dell'energia, ribadendo una linea analoga.

"Ho ribadito che le misure di bilancio devono rispettare quello che chiamo il principio delle tre T: devono essere temporanee, mirate e su misura. Qualsiasi deviazione da questi principi sarebbe controproducente e potrebbe portare a un diverso orientamento della politica monetaria", ha dichiarato Lagarde in conferenza stampa.

L'Unione europea sta inoltre valutando come affrontare l'impatto economico più ampio della guerra in Medio Oriente, compreso l'aumento dei prezzi dell'energia e le sue ricadute su famiglie e imprese.

Nelle previsioni economiche pubblicate giovedì, la Commissione europea ha stimato una crescita media dello 0,9% nel 2026 e dell'1,2% nel 2027, un quadro meno favorevole rispetto alle precedenti stime.

"L'inflazione è di nuovo sotto pressione, anche se non stiamo vivendo le condizioni estreme viste nel 2022", ha affermato Pierrakakis.

L'aumento dei prezzi dell'energia in Europa sta spingendo alcuni governi a riconsiderare le proprie fonti di approvvigionamento, incluso il possibile ricorso al gas russo nonostante la guerra in corso in Ucraina.

Martedì il governo britannico ha pubblicato una licenza a tempo indeterminato che consente l'importazione di diesel e carburante per aerei prodotti con petrolio greggio russo raffinato in Paesi terzi come la Turchia e l'India, dove il petrolio viene acquistato a prezzi scontati.

Nel suo primo incontro con la stampa dopo la vittoria alle elezioni del 12 aprile, il primo ministro ungherese eletto Péter Magyar ha dichiarato che il Paese continuerà ad acquistare energia russa e darà priorità al petrolio meno costoso disponibile, una posizione che sembra in contrasto con le promesse fatte in precedenza in campagna elettorale di eliminare gradualmente le importazioni di energia dalla Russia entro il 2035.

In un'intervista a Euronews, Dombrovskis ha affermato che l'Ue non allenterà il proprio regime di sanzioni per assicurarsi forniture di petrolio o gas a prezzi più bassi.

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