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Mosca espelle l'addetto militare italiano, Tajani: "Ritorsione senza motivazione"

Italy's Foreign Minister Antonio Tajani speaks with the media as he arrives for a meeting of EU foreign ministers in Brussels, Monday, July 13, 2026 (AP Photo/Marius Burgelma)
Italy's Foreign Minister Antonio Tajani speaks with the media as he arrives for a meeting of EU foreign ministers in Brussels, Monday, July 13, 2026 (AP Photo/Marius Burgelma) Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Lisa Duso & Agenzie
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il ministro degli esteri Antonio Tajani denuncia l'ordine di espulsione di Mosca dell'addetto militare italiano e di un suo collaboratore. Roma collega la decisione all'espulsione di due attaché russi per spionaggio, in un caso che ha portato all'arresto di ex agenti dei servizi

La Federazione Russa ha espulso l'addetto militare italiano a Mosca e uno dei suoi collaboratori. Lo scrive sui social il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ritiene l'atto "privo di motivazione".

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Secondo il vicepremier "si tratta di un atto di plateale ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, loro sì colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale".

Tajani denuncia su X l'espulsione di un addetto militare italiano da Mosca

La portavoce del ministero degli esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha confermato che, come misura di ritorsione rispetto all'espulsione di due addetti militari dell'ambasciata a Roma, la Russia ha espulso il rappresentante militare italiano.

Dopo l'espulsione dall'Italia dei due addetti militari, il ministero russo degli Esteri aveva convocato nella mattina di lunedì l'incaricato d'affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa.

La Russia aveva già annunciato nei giorni scorsi una "risposta adeguata" alla decisione italiana di espulsione dei funzionari russi.

"Noi espelliamo dall'Italia delle spie russe, ma la Russia per vendetta se la prende con persone integerrime che vengono allontanate da Mosca", ha dichiarato il presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, definendo la l'atteggiamento del Cremlino "intollerabile".

Gasparri ha espresso "piena solidarietà all'addetto militare italiano e al suo collaboratore allontanati dalla Federazione russa" e ha rinnovato la "denuncia alla prepotenza della Federazione russa". Mentre in Italia "sono state prese delle spie con le mani nel sacco", Mosca "non trova di meglio che vendicarsi su persone che svolgono con serietà e correttezza la loro delicata funzione".

Chi erano i dipliomatici russi espulsi da Roma

Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov sono gli addetti militari dell'ambasciata russa a Roma espulsi per decisione del governo italiano con l'accusa di spionaggio.

Il caso, venuto alla luce il 9 luglio, nasce dall'inchiesta della Procura di Roma su una presunta rete di spionaggio filorussa. Per il governo italiano, gli addetti militari espulsi erano i contatti dei due ex 007 arrestati nei giorni antecedenti con l'accusa di aver trasmesso informazioni sensibili all'intelligence di Mosca.

Antonio Tajani aveva denunciato l'utilizzo di diplomatici utilizzati come "armi ibride per attaccare l'Occidente e l'Italia", in "un'ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e la sicurezza nazionale", e aveva convocato alla Farnesina l'ambasciatore russo Aleksei Paramonov.

Paramonov aveva denunciato che"espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, Roma vorrebbe limitare al massimo l'influenza della Russia in Italia", anche se "questo è comunque impossibile".

Da parte del ministero degli Esteri di Mosca, era arrivato il monito: "Risponderemo".

La decisione contribuisce ad aggravare le tensioni diplomatiche tra Roma e Mosca, già segnate negli ultimi mesi da ripetuti attriti, dagli attacchi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella fino a quelli rivolti alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

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