Una finale tesa e di altissimo livello nello stadio New Jersey si è decisa ai supplementari: la Spagna ha posto fine al regno dell’Argentina e ha sollevato la coppa del mondo per la seconda volta nella sua storia. L'addio agro di Messi ai Mondiali di calcio
Ferran Torres ha assicurato alla Spagna il secondo titolo mondiale domenica, segnando l’unico gol della finale. Ha calciato in rete da distanza ravvicinata ai supplementari, dopo essere arrivato per primo su un pallone vagante in area di rigore. La sua conclusione ha finalmente spezzato l’equilibrio dopo oltre 100 minuti di gioco.
La squadra di Luis de la Fuente è partita meglio, dominando il possesso e cercando di sfruttare gli spazi tra le linee contro una difesa argentina ben organizzata.
La prima vera occasione è arrivata dopo cinque minuti, quando Lamine Yamal ha dialogato con Dani Olmo e ha costretto il portiere Emiliano «Dibu» Martínez a una parata da pochi passi. Pochi minuti più tardi Yamal si è reso di nuovo pericoloso su un passaggio millimetrico di Rodri, ma i difensori argentini hanno allontanato il pericolo.
L’Argentina di Lionel Scaloni ha provato a colpire in contropiede con Lionel Messi e Julián Álvarez, ma è stata fermata più volte dal portiere spagnolo Unai Simón, rapido nelle uscite per chiudere diversi attacchi pericolosi.
La Spagna ha continuato a dettare il ritmo grazie a Rodri in mezzo al campo, mentre Álex Baena, Mikel Oyarzabal e Marc Cucurella hanno trovato spazio sulla fascia sinistra.
Con il passare dei minuti il gioco è diventato sempre più fisico. I giocatori hanno dovuto fare i conti anche con un terreno secco e irregolare e con le alte temperature.
L’arbitro Slavko Vinčić ha lasciato correre dopo un intervento deciso di Nicolás Tagliafico su Lamine Yamal, ma in seguito ha ammonito Lisandro Martínez per un fallo su Oyarzabal durante un contropiede spagnolo. Martínez è stato costretto a uscire per infortunio poco prima dell’intervallo ed è stato sostituito da Nicolás Otamendi.
La Spagna ha chiuso in crescendo il primo tempo. Oyarzabal ha costretto Martínez a un’altra parata, poi Cucurella ha sfiorato il palo con un tiro potente.
L’Argentina si è affacciata di rado in avanti, a parte qualche azione sulla fascia destra e alcune iniziative isolate di Messi e Álvarez. Il punteggio è così rimasto sullo 0-0 all’intervallo in una finale molto equilibrata.
Secondo tempo senza gol mentre sale la tensione
Il secondo tempo ha seguito lo stesso copione del primo: Spagna padrona del possesso, Argentina affidata al pressing aggressivo e al gioco fisico.
Subito dopo la ripresa Lionel Scaloni ha effettuato un cambio, inserendo Leandro Paredes, che ha aggiunto ulteriore intensità alla sfida. Il centrocampista è stato ammonito dopo un intervento su Rodri lontano dal pallone e ha partecipato a diversi battibecchi, mentre la partita diventava sempre più spezzettata da falli e interruzioni.
La Spagna ha via via aumentato il controllo del match e ha creato una serie di occasioni per sbloccare il risultato. Álex Baena ha provato da lontano, la punizione di Lamine Yamal è stata respinta dalla barriera e Dani Olmo ha costretto Emiliano Martínez a una grande parata su un tiro rasoterra che gli è rimbalzato davanti in modo insidioso.
La Spagna è stata pericolosa anche sui calci piazzati, conquistando una serie di calci d’angolo mentre Marc Cucurella, Pedro Porro e Pau Cubarsí spingevano con continuità.
Luis de la Fuente ha dato nuove energie alla squadra inserendo Pedri e Ferran Torres al posto di Fabián Ruiz e Mikel Oyarzabal, e più tardi Nico Williams e Mikel Merino per Olmo e Baena.
Scaloni ha risposto con gli ingressi di Nahuel Molina, Facundo Medina e Giuliano Simeone, nel tentativo di contenere la pressione spagnola e allo stesso tempo sfruttare le ripartenze con Lionel Messi e Julián Álvarez. La difesa della Spagna, guidata da Cubarsí, Aymeric Laporte e dal portiere Unai Simón, ha però concesso pochissime occasioni nitide all’Argentina.
Nel finale dei tempi regolamentari la Spagna ha aumentato la pressione. Ferran Torres ha colpito di testa direttamente su Martínez, poi Pedri e Cubarsí hanno di nuovo impegnato il portiere argentino, mentre Laporte ha sfiorato il gol con un colpo di testa su calcio d’angolo.
Nei minuti di recupero l’inerzia è cambiata bruscamente: Enzo Fernández è stato espulso per doppia ammonizione dopo un intervento scomposto su Cubarsí, lasciando l’Argentina in dieci. La Spagna ha spinto senza sosta alla ricerca del gol decisivo, ma Martínez e una difesa argentina molto arretrata hanno retto l’urto, mentre la tensione cresceva negli ultimi istanti.
Torres colpisce nel finale e regala alla Spagna il secondo titolo mondiale
Anche i tempi supplementari sono iniziati senza occasioni decisive, con le due squadre in lotta per il controllo del gioco e poche opportunità da gol. All’inizio del secondo tempo supplementare, però, la Spagna ha finalmente trovato la rete che cercava.
Al 106º minuto Lamine Yamal ha appoggiato il pallone a Pedro Porro sul limite destro dell’area di rigore, e il difensore ha crossato verso il secondo palo. Pressato da Nahuel Molina, Nico Williams ha scelto di non tentare il colpo di testa da posizione angolata, indirizzando invece la sfera al centro dell’area. Ferran Torres è arrivato sul pallone e ha scaricato un sinistro al volo potente che si è infilato sotto la traversa.
L’Argentina ha reagito nel finale, ma l’assalto conclusivo non è bastato per evitare che la Spagna si laureasse campione del mondo.
Al fischio finale la Spagna è stata incoronata campione del mondo per la seconda volta, chiudendo il torneo da imbattuta e ponendo fine al regno dell’Argentina.