Non tutti i Paesi o i gruppi sociali usano l'intelligenza artificiale in modo omogeneo. L'Italia è penultima tra gli utilizzatori di IA, prima della Romania. La prima invece è la Danimarca
Più di un terzo della popolazione dei 38 Paesi dell''Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse) ha usato l'intelligenza artificiale nel 2025.
Nell'Unione Europea, Grecia, Danimarca ed Estonia sono stati tra i Paesi che hanno utilizzato maggiormente gli strumenti di IA nell'ultimo trimestre del 2025.
I giovani, in media, sono quelli che utilizzano di più l'IA generativa, con la Grecia e l'Estonia che registrano i livelli più alti di utilizzo da parte di persone di età compresa tra i 16 e i 24 anni.
Al contrario, Romania, Italia e Polonia hanno le quote più basse di cittadini che dichiarano di usare l'IA.
In 21 Paesi dell'Ue gli uomini hanno utilizzato l'IA più delle donne. Estonia, Slovenia, Lituania e Croazia sono gli unici Paesi dell'Ue a registrare il fenomeno contrario.
Come si intreccia l'istruzione con l'utilizzo dell'IA?
I cittadini con un alto livello di istruzione usano di più strumenti di IA come ChatGPT e Gemini.
L'unica eccezione è l'Irlanda, dove sono le persone con un basso livello di istruzione a utilizzare maggiormente l'IA.
Gli studenti sono i principali utilizzatori di IA in tutti i 25 Paesi dell'Ue.
Secondo gli ultimi dati Eurostat, nel 2025 circa quattro giovani cittadini dell'Ue su 10 hanno avuto maggiori probabilità di usare l'IA per l'istruzione rispetto alla popolazione generale.
Anche l'uso dell'IA generativa per scopi privati è più comune tra i giovani (44 per cento) rispetto alla popolazione generale (25 per cento).
Inoltre, l'adozione dell'IA è diffusa tra le persone legate al mercato del lavoro, inclusi sia gli occupati che i disoccupati.
Le persone appartenenti alle famiglie con i redditi più elevati sono i principali utilizzatori di IA in 22 Paesi dell’Ue, con il valore più alto osservato in Slovenia.
Al contrario, in Belgio e Slovacchia sono stati i cittadini appartenenti a famiglie con i livelli di reddito più bassi a dichiarare il maggiore utilizzo dell’IA.