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Esclusivo: il Parlamento europeo fatica a trovare un accordo sull'euro digitale

L'edificio della Banca Centrale Europea a Francoforte, in Germania
L'edificio della Banca Centrale Europea a Francoforte, in Germania Diritti d'autore  AP Photo/Bernd Kammer
Diritti d'autore AP Photo/Bernd Kammer
Di Eleonora Vasques
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Durante le discussioni sull'euro digitale al Parlamento europeo sono emerse profonde divisioni sulle caratteristiche che dovrebbe avere il nuovo sistema

I legislatori al Parlamento europeo stanno faticando a trovare una posizione di compromesso sulle regole dell'euro digitale, il che sta mettendo a rischio l'iter di approvazione del progetto. A rivelarlo sono tre fonti che sono a conoscenza della questione, nonché alcuni documenti che Euronews ha potuto consultare.

"Siamo d'accordo sul fatto che non siamo d'accordo"

In una riunione che si è tenuta martedì 3 febbraio, i relatori hanno notato che permane un forte disaccordo sull'essenza stessa di ciò che l'euro digitale dovrà essere, il che renderebbe molto difficile procedere allo stato attuale. "Siamo d'accordo sul fatto che non siamo d'accordo", ha affermato a Euronews una delle fonti, riassumendo l'esito della discussione.

Secondo l'ordine del giorno della riunione di martedì, il relatore del Partito Popolare Europeo (Ppe) Fernando Navarrete, che guida il dossier al Parlamento europeo, ha presentato una nuova proposta sull'euro digitale, chiamandolo "e-cash". Si tratta di un modello che verrebbe utilizzato solo per i pagamenti offline e come "forma digitale tokenizzata" del contante, senza concedere agli utenti conti correnti presso la Banca Centrale Europea (Bce).

La proposta della Commissione prevede che l'euro digitale sia utilizzato sia per pagamenti online che offline

Euronews ha contattato l'ufficio di Navarrete per un commento, ma non ha ricevuto risposta prima della pubblicazione di questo articolo. I Socialisti e Democratici (S&D) e Renew Europe sostengono invece la proposta della Commissione europea, che prevede che gli utenti detengano appunto conti presso la Bce e utilizzino l'euro digitale sia online che offline.

"L'Europa deve possedere e controllare le proprie infrastrutture critiche. In un momento di cambiamenti geopolitici senza precedenti, mentre assistiamo alla dissoluzione delle regole che fondano l'ordine internazionale, la sovranità dei pagamenti deve essere ancorata a un'infrastruttura comune", ha dichiarato a Euronews il relatore "ombra" di S&D Nikos Papandreou.

Il voto al Parlamento europeo è previsto a maggio

Il Parlamento europeo è l'unica istituzione che deve ancora prendere posizione sulla questione, dopo che i leader del Consiglio europeo hanno già concordato la loro posizione lo scorso dicembre.

Il voto sul dossier è previsto per maggio in occasione della sessione plenaria del Parlamento europeo, ma le divisioni tra i legislatori potrebbero ostacolarne il passaggio. Se l'euro digitale dovesse essere approvato in plenaria, la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo negozierebbero un accordo politico.

Tuttavia, i negoziati tra i tre organismi non potranno avere luogo finché il Parlamento non avrà concordato una posizione.

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