Il presidente francese assicura che si stanno preparando discussioni "a livello tecnico", mentre denuncia la mancanza di volontà di Mosca di negoziare la pace in Ucraina
Potrebbe essere solo una questione di tempo prima che Emmanuel Macron e il presidente russo Vladimir Putin tornino a parlarsi. Il capo dell’Eliseo ha confermato che sono in corso preparativi tecnici per ristabilire un canale di dialogo con Mosca, pur senza indicare una tempistica precisa.
Intervenendo martedì durante una visita nella regione dell’Alta Savoia, Macron ha spiegato che le discussioni sono già avviate “a livello tecnico” e che il processo avviene in modo trasparente e in consultazione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un chiarimento necessario, alla luce della sensibilità politica che circonda qualsiasi apertura diplomatica verso il Cremlino.
Nonostante il possibile riavvicinamento, il presidente francese ha espresso una dura condanna dei recenti attacchi russi contro le infrastrutture ucraine, definiti “intollerabili”. Proprio martedì scorso, Mosca ha colpito massicciamente la rete elettrica dell’Ucraina mentre il Paese affronta temperature estremamente rigide. Per Macron, queste azioni dimostrano che la Russia “non è pronta” a impegnarsi seriamente in un percorso di pace.
Dall’inizio dell’invasione russa nel febbraio 2022, la maggior parte dei leader europei ha scelto di mantenere le distanze da Vladimir Putin, interrompendo i contatti diretti. Tuttavia, il recente riavvicinamento tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader del Cremlino ha riaperto il dibattito nelle capitali europee, dove cresce il timore di essere marginalizzate nei futuri negoziati.
All’inizio di gennaio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato che “è arrivato il momento che anche l’Europa parli con la Russia”, proponendo la nomina di un inviato speciale europeo capace di rappresentare una posizione comune. Di segno opposto la linea del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha ribadito la sua contrarietà a riaprire il dialogo con Putin, citando le “richieste massimaliste” avanzate da Mosca.
Macron, dal canto suo, non è nuovo alla cosiddetta “diplomazia telefonica” con il Cremlino. Già lo scorso dicembre aveva affermato che sarebbe stato “utile parlare di nuovo con Vladimir Putin”, una posizione che aveva suscitato polemiche in Europa ma era stata accolta positivamente da Mosca. Dopo aver inizialmente mantenuto il dialogo nei mesi successivi all’inizio della guerra, il presidente francese aveva poi interrotto i contatti, irrigidendo progressivamente la sua posizione.
L’ultimo scambio diretto tra Macron e Putin risale all’inizio di luglio, quando i due leader si sono confrontati per circa due ore in una telefonata dedicata soprattutto ai dossier di Ucraina e Medio Oriente, dopo una pausa di quasi tre anni. Prima ancora, nel settembre 2022, il tema centrale era stato la situazione della centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dalle forze russe.
Oggi, tra tentativi di riapertura diplomatica e bombardamenti sul terreno, il ritorno al dialogo appare possibile, ma resta segnato da profonde diffidenze e da un contesto geopolitico sempre più instabile. Se i contatti riprenderanno davvero, sarà un banco di prova decisivo per il ruolo della Francia - e dell’Europa - nella ricerca di una via d’uscita dal conflitto.