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Italo e Frecciarossa in Germania: il Made in Italy corre sui binari tedeschi

Il treno ad alta velocità Italo della Ntv in attesa di partire dalla stazione ferroviaria Tiburtina di Roma, 20 aprile 2012
Il treno ad alta velocità Italo della Ntv in attesa di partire dalla stazione ferroviaria Tiburtina di Roma, 20 aprile 2012 Diritti d'autore  Gregorio Borgia/AP
Diritti d'autore Gregorio Borgia/AP
Di Filippo Gozzo
Pubblicato il
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In attesa dell'ok del governo federale, presto in Germania si viaggerà su treni italiani, considerati più moderni, veloci e meno cari degli Ice della Deutsche Bahn, la principale compagnia ferroviaria tedesca

Presto in Germania si viaggerà su treni veloci italiani Italo e Frecciarossa, considerati più moderni, veloci e meno cari degli Ice della Deutsche Bahn, la principale compagnia ferroviaria tedesca.

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In attesa dell'ok del governo federale, la decisione è stata presa per rispondere alla crisi del sistema ferroviario di Berlino.

La società, che agisce in una posizione di quasi monopolio (esistono piccole compagnie private che gestiscono collegamenti regionali), ha i conti in rosso per oltre otto miliardi di euro.

Inoltre, nel 2025 in Germania, più di un treno su due è arrivato con ritardo accumulato, mentre venti anni fa accadeva solo al tre per cento del totale.

Ora l'Italia esporterà i proprio treni ad alta velocità proprio per risolvere questo problema, con buona pace dei cittadini, che invece lamentano continui disagi e ritardi sulle linee ferroviarie.

Italo e Frecciarossa in Germania

Era già previsto che entro due anni i treni veloci italiani collegassero Roma a Berlino, passando per Milano.

Ora, però, Ferrovie Italiane e Italo hanno in agenda di creare due società in Germania, con collegamenti ogni una-due ore tra le principali città tedesche.

Le due compagnie e la Deutsche Bahn non hanno commentato, ma a confermare la veridicità dell'indiscrezione è stato il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine.

Stefano Donnarumma, amministratore delegato del Gruppo Fs, ha detto che i rapporti con la Deutsche Bahn sono ottimi.

Italo, che ha alle spalle la società di navigazione più grande al mondo, la Msc, può investire miliardi di euro in Germania.

Ovviamente entrambe chiedono garanzie a lungo termine al governo federale del cancelliere Friedrich Merz.

La crisi del sistema ferroviario tedesco

La Germania sta vivendo quella che è forse la più grave crisi ferroviaria della sua storia.

Oltre ai ritardi, le infrastrutture necessitano di lavori di modernizzazione e di una spesa di oltre cento miliardi: 40 rotte critiche sono in ritardo di cinque anni sulle tempistiche e gli interventi non finiranno prima del 2035; tremila chilometri di binari sono da rifare; 800 ponti non sono in sicurezza e alcuni sono da abbattere; molte stazioni sono da ristrutturare.

Un esempio è la stazione di Stoccarda, che doveva diventare sotterranea come quella di Bologna e che, invece, dopo 20 anni, ancora non è terminata e i costi sono triplicati.

Anche i treni italiani non sono perfetti: nel 2024 il 30 per cento dei Frecciarossa e il 20 per cento degli Italo sono arrivati in ritardo.

Ferrovie Italiane ha chiuso l'ultimo bilancio con un passivo di 89 milioni. Italo, con un bilancio di 911 milioni, ha visto ridurre l'attivo di un terzo a 108 milioni.

Numeri comunque migliori rispetto a quelli di Deutsche Bahn.

Berlino si affida all'Italia sulle ferrovie

Altre società ferroviarie europee, come quelle di Austria e Francia, assicurano già alcuni collegamenti in Germania, sia passeggeri che merci.

Da Vienna a Berlino si viaggia di notte su treni austriaci, mentre quelli Tgv francesi possono percorrere alcune tratte in Germania, anche se si tratta solo di piccoli collegamenti, non paragonabili alla portata del servizio di Italo e Frecciarossa nel sistema ferroviario tedesco.

Il primo segnale del fatto che Berlino guardi sempre più all'Italia per risolvere la crisi delle ferrovie è arrivato lo scorso primo settembre, quando la 52enne di Bolzano, Evelyn Palla, è stata messa a capo proprio della Deutsche Bahn, la prima donna in 200 anni di storia.

La nuova Ceo è entrata nel gruppo nel 2019 e ha maturato esperienze presso il produttore di semiconduttori Infineon, il gruppo energetico E.ON e l’operatore ferroviario austriaco OeBB**.**

Eccezione alla tradizione storica dei dirigenti tedeschi cresciuti "in casa", alla manager italiana spetta il compito di risanare il colosso ferroviario tedesco e riportare i treni alla puntualità.

Presto l'Italia ricoprirà una posizione di spicco nel sistema ferroviario della Germania.

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