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Trentini e Burlò rientrati in Italia, volo di Stato dal Venezuela atterrato a Roma

Alberto Trentini in una foto prima della sua cattura
Alberto Trentini in una foto prima della sua cattura Diritti d'autore  Euronews
Diritti d'autore Euronews
Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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I due italiani liberati lunedì da un carcere di Caracas sono stati prima accolti nell'ambasciata italiana in Venezuela e poi imbarcati su un volo di rimpatrio. La premier Meloni e il ministro degli Esteri Tajani li hanno accolti all'aeroporto

Sono rientrati in Italia, con un volo di Stato atterrato lunedì mattina all'aeroporto romano di Ciampino, Alberto Trentini e Mario Burlò, i due italiani rilasciati dalle carceri venezuelane dopo oltre un anno di prigionia.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno accolto all'aeroporto i due connazionali. Trentini e Burlò sono ancora all'interno della struttura, presenti la mamma del cooperante veneziano, Armanda Colusso, il legale della famiglia Trentini, Alessandra Ballerini, e i figli di Burlò Gianna e Corrado.

Trentini ha trascorso 423 giorni senza accuse formali nella prigione di El Rodeo I a Guatire, 45 chilometri da Caracas, la stessa dell'imprenditore torinese Burlò che vi ha passato più di un anno.

Nella serata di lunedì ha parlato in video dall'ambasciata italiana a Caracas al Tg1. "Sono libero, desidero ringraziare il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il governo italiano, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il corpo diplomatico che si è attivato e che ha portato a termine la liberazione mia e di Mario", ha detto visibilmente provato dalla carcerazione, "non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia".

Prima di liberarli, gli agenti del carcere hanno rasato loro i capelli. Trentini è uscito con una maglietta rossa della Nike e jeans, Burlò con una azzurra e una trentina di chili in meno Il 46 veneziano indossava occhiali procurati in carcere, di una gradazione errata, e raccontato di non essere stato mai maltrattato.

Come conforto, Trentini ha detto di avere avuto una Bibbia in spagnolo, l'unica lettura consentitagli in prigione. "La prima cosa che ho detto a mio papà? Mi sei mancato tantissimo. E lui si è messo a piangere", ha detto Gianna Burlò secondo quanto riportato dal Corriere della Sera.

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