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Tajani: “Connazionali priorità assoluta", martedì rientro di 200 studenti grazie a volo Emirati"

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tajani crosetto Diritti d'autore  LaPresse
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Di Euronews
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I ministri degli Esteri e Difesa, in audizione presso le Commissioni del Senato, hanno riferito sugli sviluppi del conflitto in Medio Oriente e sui connazionali ancora bloccati nella regione

Nell’informativa urgente davanti alle Commissioni Affari Esteri e Difesa del Senato, sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico, il ministro degli esteri Tajani, intervenuto insieme al ministro della Difesa Crosetto, ha fatto il punto sui connazionali ancora bloccati negli Emirati Arabi che devono rientrare in Italia.

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“La crisi in atto", ha spiegato Tajani lunedì, "incide sulla nostra sicurezza nazionale e su quella delle decine di migliaia di connazionali presenti nell’area e sulla stabilità delle rotte commerciali e degli approvvigionamenti energetici globali, cruciali per il nostro tessuto produttivo”.

Il ministro degli Esteri ha poi detto che, insieme a Crosetto, ha ritenuto opportuno venire in Parlamento per riferire sui primi sviluppi della crisi e sulle iniziative che il governo italiano sta attuando per favorire "l'allentamento della tensione e per assistere i nostri connazionali nella regione che sono la nostra priorità assoluta".

Come già spiegato precedentemente dal titolare della Farnesina, a destare preoccupazione non è l’incolumità degli italiani, ma "l'alto numero" delle persone presenti nell’area interessata dal conflitto, che devono ancora rientrare in Italia.

Allo scopo di gestire una situazione definita complessa, la Farnesina ha creato una Task Force Golfo, che in queste ore sta rafforzando il lavoro dell'unità di crisi a sostegno delle ambasciate e dei consolati nella regione, per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza.

Tajani, “70.000 connazionali nella regione"

Il ministro degli Esteri ha fornito alcuni numeri sulle presenze dei connazionali che attualmente si trovano nell’area del Golfo Persico.

“Nella regione, ha detto, sono al momento presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (quasi l'80 per cento) e temporanee, 30.000 circa ha spiegato, solo a Dubai e Abu Dhabi. Si tratta, ha chiarito, di residenti, lavoratori, militari, turisti, studenti e pellegrini".

"In Israele, ha poi continuato il ministro, vivono circa ventimila residenti con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e in Bahrein sono presenti comunità numerose.

In Iran si trovano poco meno di cinquecento connazionali, "quasi tutti residenti".

Tajani ha poi confermato che nella giornata di martedì, le autorità emiratine metteranno a disposizione un volo speciale Abu Dhabi-Milano per il rientro del gruppo di circa 200 studenti minorenni che si trovano bloccati nel Paese.

"Proprio in queste ore, ha aggiunto poi Tajani, l'unità di crisi sta favorendo l'organizzazione di altri voli da Mascate - la capitale dell'Oman - per favorire il rientro dei nostri connazionali, uno è partito poco fa e dovrebbe atterrare a Fiumicino stasera verso le 21-21.30".

Il ministro ha anche parlato degli effetti su larga scala della paralisi del traffico aereo. “Stiamo assistendo anche turisti italiani provenienti dalle Maldive, ha sottolineato Tajani, che dovevano transitare da Dubai. Proprio oggi abbiamo attivato le procedure per organizzare voli charter”, ha concluso il ministro.

Tajani, “Nessuno a riparo da un Iran dotato di missili e arma atomica”

Il ministro degli Esteri ha poi ripercorso la fase dei primi contatti con le autorità israeliane, chiarendo che il governo italiano è stato avvisato insieme a Germania e Polonia ad operazione avviata.

“Ribadisco, ha detto, che Usa e Israele in autonomia e nella riservatezza hanno deciso di agire. Francesi e inglesi hanno riferito pubblicamente di non avere ricevuto alcun avvertimento preventivo" ha detto il vicepremier.

"Noi, come i tedeschi e i polacchi, siamo stati informati a operazioni iniziate. Io, come ho subito riferito al presidente del Consiglio, sono stato contattato dal ministro degli Esteri israeliano Sa'ar e informato di quanto stava accadendo", ha proseguito Tajani.

Parlando invece dei droni iraniani, poi intercettati che puntavano ad una base britannica a Cipro ha commentato: "I danni sono lievi, ha detto, ma il messaggio è inequivocabile, nessuno sarebbe al riparo da un Iran dotato di missili, oltre che dell’arma atomica”.

Paesi del Golfo, Tajani: “Passaggio in parlamento per richieste aiuto logistico”

Il titolare della Farnesina è intervenuto sul rischio che il conflitto possa estendersi a tutta la regione. “Questo è possibile, ha detto, attraverso l'azione di gruppi che rispondono direttamente a Teheran, in Iraq, in Yemen, in Libano, da dove Hezbollah ha lanciato questa notte numerosi missili verso il territorio israeliano incontrando la risposta di Tel Aviv".

E infine sulle richieste di supporto logistico e di forniture di materiali, da parte dei Paesi del Golfo, Tajani ha chiarito che “coincidono anche con la protezione dei nostri militari presenti nell'area, siamo pronti a fare, come sempre, tutti i passi parlamentari necessari".

Crosetto: "Crisi di elevata intensità, serve coordinamento con alleati"

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, prendendo la parola nel corso della stessa audizione, ha parlato delle criticità del conflitto in corso e del fatto che la questione “Degli approvvigionamenti energetici è strettamente connessa a quella della sicurezza nazionale” .

"La crisi in corso" ha poi detto Crosetto "presenta caratteristiche di elevata intensità, ampiezza e un'evoluzione estremamente rapida che richiede attenzione costante e coordinamento con gli alleati e capacità di adattamento operativo".

Sul dispositivo nazionale nell’area del Golfo e dei Paesi limitrofi, il ministro della Difesa ha chiarito: ”In tutto si tratta di circa 2.500 unità", distribuite sull'intera area meridionale dal Mar Rosso, all'Oceano Indiano nord-occidentale, fino all'Egitto e nelle zone prospicienti la striscia di Gaza".

Crosetto ha aggiunto che altre unità sono presenti in Iraq (nell'ambito dell'operazione Inherent Resolve), in Qatar, Giordania e Kuwait, oltre ad essere presenti anche in Bahrein e in Libano.

“I rischi per il nostro personale sono stati mitigati", ha poi spiegato il ministro della Difesa, specificando che è "stata alleggerita la presenza del personale non indispensabile".

"Ad oggi si sono registrati esclusivamente danni materiali limitati ad alcune infrastrutture in Kuwait", ha concluso Crosetto.

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