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Droni iraniani su Cipro, Meloni chiede "de-escalation" della guerra e stop attacchi ai Paesi Golfo

La premier Meloni nel recente summit informale dei leader europei in Belgio. Con lei il presidente Macron che lunedì ha annunciato l'incremento del nucleare in Francia
La premier Meloni nel recente summit informale dei leader europei in Belgio. Con lei il presidente Macron che lunedì ha annunciato l'incremento del nucleare in Francia Diritti d'autore  AP Photo
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Di Gabriele Barbati
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La premier si dice preoccupata dal caos in Medio Oriente. Un rischio per l'Europa e l'Italia dove migliaia di obiettivi sono a rischio terrorismo, dice il Viminale. Il governo si muove per i rientri degli italiani bloccati in Medio Oriente

Giorgia Meloni ha espresso profonda preoccupazione per l'escalation militare che, lunedì, ha visto droni iraniani raggiungere Cipro, portando di fatto la guerra in Europa.

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Secondo la premier, l'attuale instabilità è la diretta conseguenza della crisi del diritto internazionale innescata dall'invasione russa in Ucraina. "Era inevitabile che l'attacco di un membro del Consiglio di Sicurezza Onu a un vicino avrebbe portato a una stagione di caos globale", ha dichiarato lunedì in un'intervista al Tg5.

Meloni si è allineata alle dichiarazioni di molti altri leader dicendo che il programma nucleare iraniano e la produzione di missili balistici fossero inaccettabili, ricordando come l'Italia si sia spesa per un accordo.

"Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei", ha detto la premier secondo cui l'obiettivo prioritario del governo resta ora la de-escalation, condizionata però dalla fine degli attacchi iraniani verso i paesi del Golfo, definiti "totalmente ingiustificati".

Emergenza connazionali bloccati in Medio Oriente

La premier ha sentito telefonicamente l'emiro del Qatar per ribadire la solidarietà italiana e la necessità di un dialogo politico, mentre Guido Crosetto ha riferito alle commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato che l'Italia non è ancora direttamente coinvolta nelle operazioni.

Il ministro della Difesa ha chiarito che, al momento, non sono pervenute richieste per l'utilizzo delle basi italiane, come quella Nato di Sigonella, per operazioni d'attacco o riposizionamento di mezzi alleati.

Sul fronte operativo, il governo è impegnato soprattutto nell'assistenza ai 70mila italiani rimasti bloccati, in particolare nell'area del Golfo. Parallelamente, resta alta l'allerta per il rischio terrorismo legato al fondamentalismo islamico.

Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha convocato il Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, mobilitando l'intera rete dell'intelligence. Sono oltre 28mila gli obiettivi sensibili vigilati in Italia, è emerso dalla riunione al Viminale, e per molti di essi è stato disposto il rafforzamento immediato dei dispositivi di vigilanza.

Le forze di minoranza (Pd, M5s, Avs, Azione, Iv e Più Europa) hanno reagito con compattezza, inviando una lettera ai presidenti di Camera e Senato. Le opposizioni chiedono che Meloni riferisca con urgenza in Parlamento per chiarire la posizione ufficiale dell'Italia, definendo necessario un confronto trasparente sulle scelte strategiche e l'indirizzo politico del Paese di fronte a sviluppi mediorientali definiti "gravissimi".

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