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Il Regno Unito torna a far parte del programma di ricerca europeo Horizon

Il primo ministro britannico Rishi Sunak e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Il primo ministro britannico Rishi Sunak e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Diritti d'autore Stefan Rousseau/AP
Diritti d'autore Stefan Rousseau/AP
Di Mared Gwyn Jones
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il Regno Unito è pronto a rientrare in Horizon Europe, il programma di ricerca scientifica dell'Unione Europea da 95,5 miliardi di euro, dopo due anni di assenza, come confermato giovedì mattina da Londra e Bruxelles

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Scienziati e ricercatori del Regno Unito potranno nuovamente beneficiare dei finanziamenti dell'Unione Europea e collaborare più strettamente con le loro controparti comunitarie. Il Regno Unito si appresta infatti a rientrare in Horizon Europe, il programma di ricerca scientifica dell'Ue con una dotazione da 95,5 miliardi di euro. La riammissione  arriva dopo due anni di assenza. 

Avvicinamento fra Londra e Bruxelles

La decisione rappresenta anche un passo avanti nelle relazioni diplomatiche tra Unione Europea e Regno Unito dopo la Brexit. "Siamo partner e alleati strategici fondamentali e l'accordo di oggi lo dimostra. Continueremo a essere all'avanguardia nella scienza e nella ricerca mondiale", ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha affermato in un comunicato di aver ottenuto un accordo "su misura" che include "migliori termini finanziari di associazione". Il Regno Unito dovrà contribuire con quasi 2,6 miliardi di euro all'anno in media, per partecipare a Horizon Europe e a Copernicus, il programma di monitoraggio climatico e ambientale dell'Unione. Sunak ha sottolineato però che il suo governo non farà parte del programma Euratom per l'energia nucleare.

La permanenza nel programma di ricerca era uno degli obiettivi del governo di Londra dopo la Brexit, ma finora l'obiettivo era stato accantonato per via della disputa in corso con Bruxelles sulla questione del protocollo nordirlandese. I colloqui sono però ripresi a febbraio, dopo che le parti hanno raggiunto un nuovo accordo sulle relazioni post=Brexit, il Windsor Framework.

Dopo il Regno Unito, la Svizzera

In passato il Regno Unito rappresentava uno dei principali beneficiari delle sovvenzioni europee nell'ambito del programma Horizon, utilizzato per finanziare la ricerca scientifica e tecnologica. Le università britanniche avevano ripetutamente avvertito che il mancato accesso a tali fondi avrebbe potuto compromettere gravemente la leadership accademica britannica e causare una fuga di cervelli.

I ministri del Regno, perciò, erano stati incaricati di elaborare un piano alternativo, noto come Pioneer, nel caso in cui non fosse stato raggiunto un accordo con l'Ue. 

Ma alla fine non ce n'è stato bisogno. La nuova Commissaria europea all'Innovazione e alla Ricerca, Iliana Ivanova, ha sottolineato l'importanza di creare "legami più forti con i Paesi che condividono la stessa mentalità, associandoli ai programmi dell'Unione". 

Ivanova ha suggerito che l'accordo con il Regno Unito potrebbe contribuire a garantire ulteriori investimenti, mentre Bruxelles sta negoziando pure con la Svizzera l'accesso al programma Horizon.

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